Bilancio 2026, Palazzi: “Nessun aumento di tasse nonostante i tagli”. Confronto acceso in aula

MANTOVA – In un momento in cui tutto aumenta, siamo riusciti a non aumentare nulla: né tasse, né imposte, né tariffe». Parte da qui il sindaco Mattia Palazzi per rivendicare il senso politico del bilancio di previsione 2026. Un risultato che l’Amministrazione considera tutt’altro che scontato, alla luce dei tagli ai trasferimenti statali e dei maggiori costi scaricati sugli enti locali. Il primo cittadino ha ricordato come il Comune abbia dovuto assorbire una riduzione di circa 900 mila euro di risorse governative, oltre a un incremento strutturale di circa 650 mila euro l’anno legato al rinnovo del contratto del pubblico impiego i cui costi sono stati scaricati dal Governo sui Comuni.
Palazzi ha quindi ribadito l’attenzione al welfare, ricordando lo stanziamento aggiuntivo di 200 mila euro per confermare anche nel 2026 gli incentivi all’affitto destinati ai giovani lavoratori under 36 che trasferiscono la residenza a Mantova. «È una città che ha bisogno di giovani che lavorano e che pagano le tasse qui – ha sottolineato – perché questo rafforza l’economia, i servizi e il welfare».
Il bilancio è stato approvato ieri sera con i voti della maggioranza e di Gloria Costani al termine di un Consiglio che ha assunto rapidamente anche un significato politico più ampio. Il confronto in aula si è infatti trasformato in una sorta di anticipazione della campagna elettorale. Dopo il via libera al previsionale di Aspef, con l’astensione del centrodestra, e il voto contrario dell’opposizione al piano industriale di Aster, è stato il vicesindaco e assessore al bilancio Giovanni Buvoli a illustrare nel dettaglio la manovra finanziaria con al centro, appunto la scelta di non intervenire sulla leva fiscale pur in un contesto di risorse limitate, accompagnata da un piano di investimenti da 17,2 milioni di euro in opere pubbliche.
Buvoli ha inoltre rivendicato il lavoro svolto sul fronte dei finanziamenti esterni, ricordando come oltre 200 milioni dei 320 complessivamente investiti negli ultimi anni provengano da risorse intercettate fuori dal bilancio comunale. Un percorso che, secondo la maggioranza, ha contribuito anche allo sviluppo dell’area produttiva di Valdaro e alla creazione di circa 1.800 posti di lavoro, favorendo il ritorno della città sopra la soglia dei 50 mila abitanti dopo trent’anni.
Il dibattito si è acceso con gli interventi dell’opposizione. Stefano Rossi, di Mantova Ideale, ha criticato il piano del verde, giudicato oneroso in termini di manutenzione, il costo dei bus navetta e la gestione della Torre della Gabbia. Critiche anche sul Migliaretto: Rossi ha parlato di una destinazione sbagliata a verde attrezzato, citando anche criticità legate ai sottoservizi emerse dagli atti. Pierluigi Baschieri, di Forza Italia, ha puntato l’attenzione sull’aumento della pressione fiscale pro capite negli ultimi anni e sul tema dei nidi gratis, sottolineando il ruolo dei finanziamenti statali e regionali. Ne è nato un botta e risposta con il sindaco, che ha difeso la misura come una scelta politica precisa a sostegno delle famiglie. “Se è così perchè non li fa il centro destra” ha dichiarato Palazzi.