Blitz antidroga al Bonomi Mazzolari: trovati studenti con hashish. Progetto Nazionale chiede tolleranza zero

MANTOVA – Sarebbero alcuni grammi di droga, in particolare hashish, quelli ritrovati ieri dai carabinieri nel corso delle perquisizioni avvenute tra gli studenti all’Istituto Bonomi Mazzolari. Un’operazione che i militari avrebbero condotto anche con l’ausilio di cani antidroga. Ed è proprio rispetto a quanto accaduto ieri che parte la riflessione di Luca Viani, di Progetto Nazionale “Terre dei Gonzaga” che dichiara: “Qualcosa si è incrinato nel tessuto educativo e sociale della nostra città”.
Secondo Viani il problema non sarebbe limitato alla droga. “Per non parlare delle armi bianche che alcuni alunni portano di norma con sé dentro e fuori scuola per poi usarle addirittura come strumento di minaccia in alcuni casi – dichiara – Perciò consigliamo al dirigente Roberto Capuzzo di applicare la nuova direttiva Valditara per l’utilizzo del metal-detector all’entrata e sicuramente ne scoprirebbe di ogni”. Una accusa quest’ultima che il dirigente scolastico respinge però con fermezza: “In quattro anni ho sequestrato due temperini e non c’è alcuna emergenza in tal senso nella scuola. Certo con l’Ufficio Scolastico Provinciale si sta ragionando sull’installazione dei metal-detector in alcune scuole. Personalmente penso che un loro utilizzo continuativo sia spropositato, magari si potrebbero utilizzare a campione, ma tutto è ancora appunto a livello di riflessione con l’Ufficio Scolastico” dichiara il professor Capuzzo.

Intantoi Viani rilancia e amplia il discorso. “Come Progetto Nazionale “Terre dei Gonzaga”, riteniamo che la scuola debba essere un presidio di formazione, disciplina e crescita. Non può diventare un terreno di infiltrazione per dinamiche di degrado, microcriminalità e cultura dello sballo. Mantova deve rigettare e reprimere questi modelli devianti, spesso importati da sottoculture urbane fatte di ostentazione, illegalità e disprezzo delle regole. I giovani saranno l’ossatura delle future generazioni su cui poggerà lo stato – prosegue il rappresentante di Progetto Nazionale – Il fenomeno delle cosiddette branche “maranza” – gruppi che si distinguono per atteggiamenti provocatori, consumo di droga, piccola criminalità e culto dell’arroganza sono quotidianamente all’opera sul suolo cittadino. Questo problema, a lungo negato dalla sinistra ha il suo culmine in Viale Risorgimento nelle ore di punta e verso sera”.
“Non si tratta di demonizzare un’intera generazione, né di fare processi sommari. Si tratta di affermare un principio: chi porta droga in una scuola tradisce la fiducia della comunità e mette a rischio i propri coetanei. La tolleranza verso questi fenomeni non è inclusione, è resa. La droga va combattuta! Mantova non è ancora e non deve diventare un laboratorio di degrado sociale per i più giovani. La cultura della sfida allo Stato e dell’ostentazione dell’illegalità va contrastata con fermezza, ma anche con proposte educative forti. Serve disciplina, serve esempio, serve coraggio istituzionale” conclude Viani.