Un’onda di pace per Gaza: oltre mille voci si uniscono a Bozzolo

BOZZOLO – Un’ondata di partecipazione e commozione ha attraversato piazza Europa e il centro cittadino in occasione della manifestazione “Gaza nostra ostinazione”, tenutasi nel nome di don Primo Mazzolari, figura simbolo della difesa dei più deboli e dei valori del pacifismo. Oltre mille persone e 200 associazioni, con bandiere arcobaleno della Pace e della Palestina, hanno preso parte all’iniziativa, che ha visto la presenza di sindaci da tutta la provincia di Mantova, oltre a raprresentati istituzionali di Cremona e Brescia del vescovo Marco Busca della Diocesi di Mantova e di monsignor Antonio Napolioni della Diocesi di Cremona.

L’evento si è aperto con un impatto emotivo fortissimo: il rumore delle bombe israeliane cadute sulla Striscia di Gaza, accompagnato dalle grida di dolore della popolazione in fuga, ha risuonato tra le vie del paese, richiamando l’attenzione sulla drammatica realtà del conflitto. Tra gli striscioni esposti, alcuni hanno colpito per forza e intensità: “Primo Mazzolari: Tu non uccidere”; “I ragazzi sono Doni, non carne da cannoni”, “Pizzaballa: Cristo è sepolto sotto le macerie di Gaza, Liberiamolo” Sui portici del municipio campeggiava lo striscione: “Immenso amore popolo Palestinese”, mentre il gruppo Donne in Cammino per la Pace Mantova ha esposto il messaggio: “Tacciano le armi: pace con voce di donna”.

Il sindaco Giuseppe Torchio, parlando di genocdio e di pulizia etnica ha commentato: “Questo impegno di politica estera tocca da vicino la nostra sensibilità come uomini e persone. Un’iniziativa trasversale che ha visto la presenza di esponenti politici bipartisan. Bisogna fermarsi e ripartire dai valori di umanesimo. “Pace nostra ostinazione” è stata declinata in “Gaza nostra ostinazione”. E’ un atto di buona volontà che sicuramente non incide nelle decisioni ,a sono segnali di una coscienza civile che si risveglia e che i impegna per la pace non solo a Gaza ma per tutti gli altri conflitti che ci sono nel mondo. L’eccidio di Gaza colpisce trasversalmente tutte le coscienze compreso il Governo Meloni, seppur in modo tardivo”.

Nel corso della manifestazione, coordinati da Umberto Zanabini e Stefano Prandini si sono alternati interventi pubblici, letture poetiche in italiano e in arabo (tradotte dagli attori Roberta Benzoni e Ferico Benna, spezzati da interventi musicali, e la lettura di uno scritto di don Mazzolari del 4 novembre 1955. Il corteo scortato dal comandante della Stazione dei Carabinieri di Bozzolo, ha poi attraversato via Giacomo Matteotti, per giungere in piazza don Primo Mazzolari, dove sul sagrato della chiesasi sono tenuti altri momenti di riflessione tra cui l’intervento del vescovo dio Mantova Busca, del vescovo di Cremona Napolioni e dell’Imam della comunità islamica Mohamed Amin Attarki. E’ stato esposto l’inquitetante “Monumento al bimbo che mai crescerà” a simboleggiare la morte di tanti neonati.

Il momento più atteso è stato il collegamento in diretta da Gerusalemme con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha parlato alla comunità riunita in chiesa, ricordando don Primo Mazzolari e condividendo il suo pensiero sulla situazione in Medio Oriente. “Restare umani, restare uniti dalla volontà di denunciare la violenza in corso nella Striscia di Gaza e riaffermare il diritto di ogni popolo a vivere in pace e dignità.” Le sue parole hanno suscitato un prolungato applauso. Il cardinale ha poi aggiunto:“Avrei voluto essere in giro un po’ per l’Italia ma ho dovuto cancellare tutti i viaggi perché qui la situazione si sta deteriorando sempre di più, non solo per Gaza. Mi sento in colpa per non aver mantenuto i miei impegni ma partire in questo momento mi sarei sentito molto a disagio. Un padre deve restare a casa con i suoi.” Il pubblico ha risposto con un applauso a scena aperta, carico di emozione.

Pizzaballa ha raccontato anche un episodio recente: “Ultimamente a Gaza sembrava che la situazione fosse più tranquilla. Avevamo ottenuto i permessi per portare un po’ di cibo come frutta e verdura che la popolazione non vede da sei mesi, ma mentre si era in procinto di entrare, gli israeliani hanno chiuso tutto. Speriamo che la merce si possa salvare. La Striscia di Gaza è stata dichiarata zona di guerra, ma noi siamo martelli pneumatici. Non ci arrendiamo. Dobbiamo rompere questo muro, se non per convinzione, per cedimento.” Ha poi ricordato le sofferenze della popolazione: “Chi ha perso famiglia, lavoro, affetti, riferimenti sociali… parlare di ‘Speranza’ e dare concretezza a questa parola non è semplice.” Infine, il suo appello accorato: “C’è una beatitudine: ‘Beati i vinti perché erediteranno la terra’. È l’amore che genera bellezza. Dobbiamo restare umani e rispettare gli altri. Dobbiamo riuscire a mettere in relazione tre parole che qui sono tabu: giustizia, verità e perdono.” Un messaggio potente, che ha attraversato i confini e toccato le coscienze, trasformando Bozzolo in un luogo di resistenza civile e spirituale, nel segno della pace e della dignità umana. Sono poi state presentetate le testimonianze di Anna Foa e Moni Ovadia. E come momento finale il testo di don Primo “Ci impegnamo noi, non gli altri, unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto né chi sta in basso, né chi crede né chi non crede…”