E’ stato individuato ed è in fuga l’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio del capotreno di 34 anni, ucciso ieri a coltellate a Bologna in una zona adiacente alla stazione. Si tratta di un 36enne croato, Marin Jelenic, un senza fissa dimora che sarebbe già noto per aver creato problemi in stazioni ferroviarie, identificato grazie all’aiuto delle telecamere.
A rendere nota l’individuazione è il Siulp di Bologna attraverso la propria pagina Facebook. “Un’altra tragedia che colpisce la nostra città – si legge -. Un capotreno di Trenitalia, 34 anni, ha perso la vita nella zona della stazione mentre rientrava dal lavoro. Un fatto gravissimo che lascia sgomento e dolore. Il nostro cordoglio e la nostra vicinanza vanno alla famiglia della vittima e ai colleghi di lavoro. Un plauso forte e sincero alla Squadra Mobile, alla Polizia Scientifica, alla Polfer e a tutti gli operatori intervenuti: professionalità, rapidità e lavoro di squadra che hanno già portato all’individuazione del responsabile. La Polizia di Stato è, ancora una volta, presidio concreto di legalità e sicurezza”.
“Un atto di violenza che colpisce un lavoratore e tutta la comunità. Grazie alle donne e agli uomini in divisa che stanno lavorando senza sosta per assicurare il responsabile alla giustizia”, afferma Pasquale Palma, Segretario Provinciale Siulp Bologna.
L’addio degli amici ad Ambrosio: “Era un gran chitarrista e uno di noi”
“Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose”, il ricordo del Centro Culturale Anzolese. Ambrosio, residente a Calcara di Valsamoggia, suonava spesso con gli altri attivisti del Centro, che frequentava assiduamente. “Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così – si legge in un post sulla pagina Facebook del centro corredato da una foto di Ambrosio alla chitarra – Una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia”. Ambro “era con noi al concerto dei 1 maggio, era con noi il maggio dell’anno precedente al concertone di chiusura della Fabbrica di Apollo, era con noi in sala prove, è stato con noi ogni qualvolta gli è stato chiesto il proprio contributo, rimarrà sempre con noi. Ripetiamo ancora, non può spegnersi una vita in questo modo”, concludono gli amici di Ambrosio, esprimendo “sentite condoglianze alla famiglia, un abbraccio forte da parte di tutto il Centro Culturale Anzolese”.















