Patatine, snack salati e prodotti a marchio del supermercato al centro di un presunto cartello tra alcune delle principali aziende italiane del settore. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha inflitto sanzioni complessive per 23.298.147 euro ad Amica Chips, Pata e Preziosi Food, accusate di aver coordinato le rispettive strategie commerciali nella fornitura di snack salati destinati alla Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) e venduti con marchio privato, i cosiddetti “private label”.
Secondo quanto accertato dall’Agcm, le tre società avrebbero dato vita a “un’intesa segreta unica, complessa e continuata” finalizzata alla ripartizione del mercato, evitando così una reale concorrenza sui prezzi e sulle condizioni offerte ai supermercati. In pratica, invece di competere liberamente per aggiudicarsi le forniture, le aziende avrebbero concordato la suddivisione delle commesse relative agli snack salati prodotti per conto della Gdo.
Una pratica ritenuta in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (Tfue), che vieta accordi e pratiche concordate tra imprese capaci di limitare la concorrenza e influenzare il commercio tra gli Stati membri.
Nel dettaglio, le sanzioni decise dall’Autorità ammontano a 8.239.210 euro per Amica Chips, 7.555.387 euro per Pata e 7.503.550 euro per Preziosi Food.
L’Antitrust ha inoltre spiegato di aver applicato il programma di clemenza previsto dalla normativa, riconoscendo riduzioni delle ammende ad Amica Chips e Pata per la collaborazione fornita durante l’istruttoria e per gli elementi messi a disposizione degli investigatori. Per la prima volta, inoltre, è stata utilizzata la procedura di transazione introdotta dall’articolo 14-quater della legge 287 del 1990, che ha consentito un’ulteriore riduzione delle sanzioni a tutte e tre le società coinvolte.
Una scelta contestata dal Codacons, secondo cui “qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza ha come effetto finale quello di danneggiare l’intera categoria dei consumatori e di portare ad un aumento dei prezzi al dettaglio, mantenuti artatamente elevati, con evidenti conseguenze economiche negative per gli utenti”. L’associazione dei consumatori ha quindi criticato la concessione di sconti e benefici alle aziende coinvolte, sostenendo che in casi simili le sanzioni dovrebbero essere applicate “con la massima severità” anche per rafforzare l’effetto deterrente nei confronti degli operatori del mercato.


















