MANTOVA – «Per me è la mia mamma». A raccontare che cosa abbia significato Vittorina Gementi nella vita di tanti bambini è bastata la voce di Dino, uno dei primi alunni della Casa del Sole. Sul palco di piazza Erbe, davanti al pubblico riunito per festeggiare i sessant’anni della realtà di San Silvestro, il suo ricordo ha dato un volto e una storia a una parola che oggi ricorre spesso: inclusione. Vittorina aveva saputo tradurla in opportunità concrete quando il suo significato era ancora sconosciuto ai più, accompagnando molti ragazzi verso l’autonomia e anche verso il lavoro.
Dino, una vita autonoma grazie allo sguardo di Vittorina
Dino ne è una testimonianza. Grazie al percorso compiuto alla Casa del Sole ha superato le difficoltà che lo avevano portato nella struttura e ha acquisito gli strumenti per costruire la propria indipendenza. È diventato messo comunale, un incarico svolto con dedizione per oltre quarant’anni. Chi ha frequentato il Municipio di via Roma lo sa: Dino è stato una colonna portante del Comune, un collaboratore prezioso per i tanti sindaci e amministratori che si sono succeduti.
La sua storia racconta quanto lontano potesse arrivare lo sguardo di Vittorina, capace di vedere nei bambini affidati alle sue cure le possibilità degli adulti che sarebbero diventati. Intervistato dal conduttore Giacomo Borghi, è stato proprio Dino ad aprire questa sera le testimonianze della grande festa che ha portato nel cuore di Mantova sessant’anni di vita della Casa del Sole.
Lui c’era già il 10 ottobre 1966, quando la struttura accolse i suoi primi bambini: 18 iscritti alla scuola materna e 49 all’elementare. Dino era uno di quei 49. Iniziava allora l’attività didattica dell’Istituto medico-psico-pedagogico fondato da Vittorina Gementi per assistere e istruire bambini e ragazzi con disabilità neuromotorie e cognitive. Esattamente sessant’anni dopo, quel primo giorno di scuola è tornato nei ricordi rievocati dal palco, diventando il punto di partenza di un racconto che ha attraversato generazioni.
Musica e testimonianze per raccontare sessant’anni di storia
Dopo Dino sono arrivate molte altre voci, ciascuna legata a un anno emblematico della storia della Casa del Sole. Ad accompagnare questo viaggio nel tempo è stata la band “OttoEtti”, che ha introdotto le testimonianze con le canzoni degli anni rievocati. Musica e parole hanno così intrecciato le vicende dell’associazione con quelle delle persone che l’hanno vissuta, tra difficoltà, conquiste e legami rimasti saldi nel tempo.
Nel pomeriggio ad aprire la festa era stata invece la “Si può fare band”, l’orchestra inclusiva guidata da Zubani,
che ha intrattenuto il numeroso pubblico in piazza Erbe. Una formazione che ha portato la propria esperienza dal Vittoriale degli Italiani alla sede dell’Onu a New York e che sta preparando un tour in Giappone.
Tanti sono stati i rappresentanti istituzionali che hanno preso parte alla festa. Alcuni si sono trattenuti fino a sera e sono saliti sul palco per portare la propria testimonianza. Tra loro il sindaco di Mantova Andrea Murari, che, accanto al presidente della Casa del Sole Emanuele Torelli, ha ribadito l’importanza della struttura di San Silvestro per tutto il territorio. Al loro fianco, la vicesindaca e assessora al welfare Chiara Sortino e i parlamentari Carlo Maccari e Paola Mancini.
A dare la misura del cammino compiuto sono anche i numeri: 7.000 famiglie accolte e accompagnate nella cura e nella crescita dei propri figli e oltre 4.000 operatori, educatori e professionisti che alla Casa del Sole hanno lavorato e si sono formati. A loro si aggiungono volontari, sostenitori e amici che hanno contribuito a far crescere il progetto avviato da Vittorina.
«Il passato ci guida, il futuro ci chiama» è lo spirito con cui Torelli aveva invitato la città alla festa: un’occasione per ringraziare chi sostiene quotidianamente l’associazione e per avvicinare nuove persone al suo futuro.
Piazza Erbe gremita per la festa
La festa ha richiamato una piazza Erbe gremita di gente per tutta la sua durata, dal pomeriggio fino alla sera. La partecipazione ha animato anche gli stand, tra i gadget della Casa del Sole e le proposte gastronomiche, con risotto e altre specialità offerte.
Intanto, in piazza Sordello, una grande mongolfiera ha regalato ai numerosi partecipanti una salita con vista sul centro di Mantova e sui palazzi gonzagheschi.
Per il finale della serata, il programma ha riservato il concerto di Alberto Bertoli, legato alla Casa del Sole da quindici anni di lavoro come logopedista, prima di affermarsi nella musica.
Un legame che ha aggiunto un’altra storia personale a quelle di questo compleanno diventato un grazie collettivo a Vittorina e a quanti, in sessant’anni, hanno continuato a dare forza al suo progetto.
















