CASTEL D’ARIO – Circa 60 veicoli fuori uso, batterie, oli esausti, pneumatici e numerosi componenti automobilistici accumulati in un’area di circa 300 metri quadrati, all’interno della quale sarebbe stata svolta anche un’attività abusiva di autodemolizione e riparazione. È quanto emerso da un intervento della Polizia Stradale di Mantova, condotto nei giorni scorsi a Castel d’Ario con la collaborazione della Polizia Locale.
L’operazione, avviata con un controllo, si è trasformata in un’indagine più ampia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nell’area sarebbe stata esercitata un’attività di autodemolizione e officina meccanica senza le necessarie autorizzazioni. La struttura dedicata alle riparazioni occuperebbe circa 120 metri quadrati. Oltre alle auto fuori uso, considerate rifiuti, gli agenti hanno trovato materiali di diverso tipo, compresi rifiuti pericolosi come batterie e oli esausti, insieme a pneumatici, motori e altre parti meccaniche. Nel corso degli accertamenti sono state utilizzate anche immagini raccolte con droni, per documentare l’estensione dell’area e le modalità con cui venivano utilizzati gli spazi. Al termine dell’intervento è stata sequestrata l’intera proprietà. Il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato legate al deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi, alla gestione non autorizzata dei rifiuti e all’esercizio abusivo dell’attività di autodemolizione.
Un fronte importante dell’indagine riguarda le possibili conseguenze ambientali. Sono in corso verifiche con il coinvolgimento di Arpa per accertare l’eventuale presenza di oli o altri liquidi inquinanti nei sistemi di raccolta delle acque meteoriche. Gli accertamenti dovranno chiarire se vi siano stati sversamenti nei tombini e se si siano verificati fenomeni di contaminazione. Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire la provenienza dei veicoli rinvenuti nell’area, identificarne i proprietari e verificare se altre persone abbiano preso parte alla gestione dell’attività. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Mantova.


















