Castiglione Mantovano, storia e futuro dei mulini storici alla Riseria Schiavi voluta dai Gonzaga

CASTIGLIONE MANTOVANO (ROVERBELLA) – I mulini storici sono una realtà da tutelare e valorizzare perché rappresentano un aspetto importante dell’identità agricola e culturale del territorio mantovano. Il messaggio è emerso questa mattina all’incontro che si è tenuto a Castiglione Mantovano, frazione di Roverbella, nella Riseria Schiavi, la più antica del Mantovano ancora in attività.

Riseria Schiavi, dal 1687 una storia ancora viva

È stata costruita per volere dei Gonzaga nel 1687 ed è arrivata fino ai giorni nostri intatta. Sono state sostituite solo le macchine: oggi ci sono impianti tecnologicamente più avanzati che hanno preso il posto della pila da riso. La famiglia che ha in gestione la riseria produce vialone nano e carnaroli.
Ad organizzare l’appuntamento sono state l’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici e Regione Lombardia, che nell’aprile di quest’anno ha approvato una legge dedicata al recupero dei mulini storici e del patrimonio architettonico e ha istituito la prima edizione della “Settimana dei Mulini Storici”. Una rassegna di eventi dedicata agli opifici, ai mulini a macina, alle segherie, ai folli, ai pestelli, ai magli, alle pile da riso e ai torcitoi da seta. Nel mese di ottobre le iniziative stanno toccando quattro province lombarde. Oggi è stato il turno della Riseria Schiavi. La giornata è iniziata con la dimostrazione del proprietario Piero Schiavi, che ha spiegato il funzionamento delle macchine e come avviene la lavorazione del riso. Poi, con la moderazione dell’organizzatrice dell’evento Annalisa Marini, ci sono stati i saluti istituzionali con gli interventi dell’assessore all’Agricoltura del Comune di Roverbella Filippo Nobis e delle consigliere regionali Paola Bulbarelli e Alessandra Cappellari, quest’ultima prima firmataria della legge sui mulini storici. Infine, ha concluso l’europarlamentare Paolo Inselvini.
«È importante scegliere e consumare il riso del nostro territorio, valorizzandone la provenienza, la tracciabilità e la qualità – ha sottolineato Bulbarelli –. Conoscere l’origine di ciò che portiamo in tavola significa riconoscere il lavoro delle aziende agricole e dei trasformatori che contribuiscono a mantenere viva una filiera importante per l’economia mantovana. I mulini storici e il riso raccontano il territorio. Valorizzarli significa tutelare il paesaggio, sostenere chi produce, rafforzare le filiere locali e creare nuove opportunità culturali e turistiche. Perché un territorio è davvero capace di guardare al futuro quando conosce, custodisce e sa raccontare la propria storia».

Cappellari: «Una nuova opportunità per valorizzare il territorio»

Alessandra Cappellari, ha illustrato i contenuti della legge: «Iinterviene sui mulini che hanno una storicità precedente al 1948 e riguarda il patrimonio attualmente esistente – ha precisato –. Inoltre, è previsto un censimento di tutte le realtà che sono sul territorio lombardo, sia quelli funzionanti, ma anche quelli non funzionanti,  i mulini che sono dedicati alle scuole, oltre a quelli che necessitano di interventi per farli ripartire. Tutto ciò ci permette di avere una fotografia aggiornata della rete dei mulini storici in Lombardia, una rete che avrà un marchio ad hoc. I mulini storici potranno così essere inseriti in itinerari enogastronomici e percorsi turistici».
Cappellari ha quindi aggiunto: «Avranno una vita propria e potranno essere riscoperti, potranno essere visitati dalle scolaresche. I proprietari potranno raccontare la storia del mulino negli anni. Nella legge è stato messo anche un sostegno economico. Intanto, siamo partiti da 600 mila euro dal 2026 al 2028 per le attività di conoscenza, promozione e valorizzazione, per gli interventi di recupero e per la settimana regionale dei mulini storici. Ora mi aspetto che ci siano tanti mulini recuperati e che altrettanti siano attivati. È una nuova opportunità per valorizzare il territorio».
Il programma è proseguito con una tavola rotonda e con gli assaggi di riso a base di ricette tradizionali mantovane a cura della famiglia Schiavi.
Il pomeriggio è continuato con altre iniziative di formazione e con le visite guidate agli interni della riseria.

Fiorenzo Cariola