Coldiretti Mantova, l’agroalimentare guarda oltre i confini: sfida aperta ai nuovi mercati

MANTOVA – Dalla geopolitica mondiale al carrello della spesa, dall’innovazione tecnologica alla tutela del Made in Italy. Sono i temi chiave dell’assemblea annuale di Coldiretti Mantova, andata in scena nella Sala dei Cavalli di Palazzo Te con il titolo “Dalla terra al contesto globale. Ripensare l’agroalimentare del futuro”.
Ad aprire i lavori, dopo i saluti del presidente di Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti e del sindaco Andrea Murari, è stato il presidente di Coldiretti Mantova Fabio Mantovani. «Coldiretti è nata per difendere gli agricoltori e le famiglie rurali e continuerà a farlo sempre», ha affermato. Un intervento che ha spaziato dalle tensioni internazionali ai nuovi equilibri economici globali. «Mantova ha superato gli 8 miliardi di export, ma dobbiamo interrogarci su ciò che sta accadendo a livello geopolitico e su come Cina e India possano modificare gli equilibri dei mercati. Dobbiamo capire come le nostre imprese potranno affrontare queste sfide». Mantovani ha inoltre richiamato il tema dell’acqua: «Dove non c’è acqua non può esserci agricoltura e non può esserci società. Servono investimenti per trattenere una risorsa che oggi arriva in quantità maggiori ma in tempi sempre più concentrati». Numeri e prospettive sono stati approfonditi da Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio Cremona-Mantova-Pavia. «Mantova, dal punto di vista del primario, è veramente la locomotiva d’Italia», ha dichiarato. Auricchio ha ricordato come la Camera di Commercio abbia stanziato oltre 12 milioni di euro per sostenere competitività, innovazione e accesso al credito delle imprese. Sul fronte internazionale ha evidenziato che «l’export continua a crescere: nel 2025 ha superato gli 8 miliardi di euro, con un saldo positivo superiore al miliardo rispetto alle importazioni». Lo sguardo si è poi spostato sui consumi con l’intervento della giornalista specializzata Manuela Soressi, che ha fotografato un consumatore sempre più attento al risparmio ma anche alla praticità. Crescono i prodotti pronti, quelli ad alto contenuto proteico e gli alimenti legati al benessere, mentre il carrello della spesa si alleggerisce e gli acquisti diventano più frequenti ma meno consistenti. Nel videomessaggio inviato all’assemblea, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha ricordato come l’agroalimentare italiano abbia raggiunto il valore record di 707 miliardi di euro e garantisca circa 4 milioni di posti di lavoro, soffermandosi sui temi del ricambio generazionale e della sostenibilità.
La tavola rotonda moderata dal giornalista Matteo Bernardelli ha visto confrontarsi Maria Teresa Maschio, presidente di FederUnacoma, Alessandro Tosi, responsabile AgriBusiness Italy di UniCredit, e Vitaliano Fiorillo, direttore di Invernizzi Agri Lab SDA Bocconi. «La meccanizzazione può fare tantissimo per un’agricoltura più sostenibile», ha spiegato Maschio. «L’innovazione consente di ottimizzare l’utilizzo di energia e fertilizzanti. Le tecnologie della precision farming permettono di lavorare meno il terreno, ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità ambientale. L’agricoltore ha nel rispetto dell’ambiente la sua prima risorsa».
Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi e al presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli. Beduschi ha insistito sul valore delle produzioni identitarie lombarde: «I consumatori mondiali guardano sempre più alle nostre Dop e Igp. La forza non è la delocalizzazione, ma la localizzazione: tradizione, storia e qualità». Sul fronte dei fertilizzanti ha aggiunto: «La Commissione europea ha finalmente aperto al digestato. È una scelta che rappresenta la vera sostenibilità economica e ambientale». E sulla tutela delle eccellenze italiane: «Dobbiamo difendere la dignità dei nostri agricoltori e produttori con controlli sempre più efficaci contro contraffazioni e italian sounding». Abb