MANTOVA – Cambio al vertice di Confagricoltura Mantova che dopo 7 anni e due mandati vede il presidente uscente, Alberto Cortesi cedere il posto. In pole position nelle elezioni che si terranno mercoledì prossimo sembra esserci Andrea Pagliari, titolare dell’azienda del settore lattiero caseario nelle campagne di Bozzolo. Una lista unica, quella delle votazioni di mercoledì che si svolgeranno dalla mattina fino alle 17 e poi la proclamazione del numero numero uno che non dovrebbe riservare sorprese.
Intanto per Cortesi è tempo di bilanci e di questioni ancora aperte, che rappresenteranno le sfide del prossimo futuro. Tra queste figura l’accordo Mercosur, al centro del dibattito in ambito europeo e oggetto di proteste a Bruxelles e Strasburgo. Ma esiste un modo per aprire i mercati a questi Paesi senza penalizzare gli agricoltori europei?
“Sì, la soluzione è riuscire a costruire meglio il trattato in alcuni punti. Alla fine noi di questi accordi abbiamo bisogno, ma servono anche regolamentazioni chiare e precise, perché la prospettiva dell’agricoltura mantovana è quella di valorizzare prodotti di qualità da esportare sui mercati mondiali. Una volta chiarita la questione della reciprocità, per noi potrebbe diventare un’ulteriore opportunità per accedere a nuovi mercati e quindi un’occasione positiva”.
Un’altra questione aperta che genera preoccupazione è quella del ricambio generazionale. “Si tratta di un problema sociale – sottolinea Cortesi – L’agricoltura ha oggi un appeal basso ed è questo il grande nodo. I giovani sono preparatissimi, ma sono pochi e, in prospettiva, questa è la sfida più grande da affrontare. È una questione sociale perché la riduzione del numero di aziende ha una ricaduta diretta sul territorio. Sappiamo per certo che la mia generazione sta lasciando il timone delle proprie imprese e vedo, a livello generale, anche nelle aziende di grandi dimensioni, una grande difficoltà nel trovare una successione”.
Guardando ai sette anni alla guida di Confagricoltura, Cortesi riflette su che tipo di associazione abbia ricevuto e su come la consegni al futuro. “È una Confagricoltura che ha cercato di seguire l’evoluzione dell’agricoltura. Era così quando Matteo Lasagna mi ha lasciato il timone e io spero, insieme ai consiglieri, di aver continuato su questo percorso, rimanendo sempre al fianco delle esigenze degli agricoltori. Non è stata e non sarà una sfida semplice: oltre alle normali evoluzioni, questi sono stati anni di grandi cambiamenti, segnati dal Covid, dalle questioni geopolitiche e dalle guerre, che hanno fortemente inciso sulla nostra attività”.
Il bilancio finale, però, è positivo? “Il bilancio personale è stato sicuramente positivo: un’esperienza straordinaria che mi ha obbligato ad aprire la mente e ad allargare lo sguardo su un’agricoltura che non è solo quella della mia azienda, ma anche quella nazionale. Questo mi ha permesso di rendermi conto di come l’agricoltura mantovana sia davvero un unicum in Italia. Possiamo considerarci fortunati, con un livello imprenditoriale molto alto”.
Sul piano organizzativo, Cortesi evidenzia inoltre la forza della struttura associativa: “La nostra organizzazione ha la possibilità di seguire soci, aziende e imprenditori che coprono l’intero universo dell’agricoltura e dell’allevamento. È un onere, ma anche un grande orgoglio, perché siamo al fianco di imprenditori che guardano al futuro”.
Infine, un pensiero per il nuovo presidente. “Ci conosciamo da una vita, abbiamo condiviso gli anni in Anga. Non ha bisogno di consigli, ma di un augurio: quello di vivere una bella esperienza umana, come lo è stata per me. Mi ha arricchito, mi ha permesso di conoscere colleghi straordinari, ancora entusiasti del loro lavoro, e questo è di grande conforto”.















