MANTOVA – È una nota della Fiom-Cgil a richiamare l’attenzione sulla situazione della sicurezza nello stabilimento Belleli Energy, azienda del gruppo Tosto, dopo il controllo effettuato nei giorni scorsi da Ats Val Padana. Secondo il sindacato, l’ispezione rappresenterebbe “solo la punta dell’iceberg” di una condizione di criticità più volte segnalata dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e dalle Rsu aziendali.
“La verifica degli enti preposti – spiegano dalla Fiom-Cgil – è la diretta conseguenza delle ripetute denunce sindacali e conferma una preoccupazione già espressa in precedenza: il rischio di infortuni gravi, se non mortali”.
GLI ULTIMI EPISOSI E LA NECESSITA’ DI ATTENZIONE COSTANTE
Nella nota vengono ricordati alcuni episodi definiti emblematici. Tra questi, un incidente avvenuto nel dicembre 2024, quando durante una prova di pressione un apparecchio di diverse tonnellate sarebbe esploso all’interno di un reparto, proiettando una parte del manufatto – dal peso di circa 35 tonnellate – a una distanza di 25-30 metri. “In quell’occasione, sottolinea il sindacato, solo il caso avrebbe evitato conseguenze fatali per i lavoratori presenti. Viene inoltre citato un altro episodio nel quale un operaio avrebbe perso due falangi della mano sinistra a causa di uno schiacciamento durante una lavorazione.
Nella stessa nota, Rls e Rsu Fiom-Cgil ringraziano Ats Val Padana e gli altri enti ispettivi intervenuti per i controlli effettuati, chiedendo però che l’attenzione non venga meno. Il sindacato ribadisce la propria disponibilità a collaborare “con serietà e professionalità” affinché la gestione della sicurezza torni a essere condivisa ed efficace, come – si legge – avveniva prima dell’acquisizione dell’azienda da parte del gruppo Tosto.
IL PREMIO ZERO INFORTUNI E LE MANCATE DENUNCE
La Fiom-Cgil contesta inoltre la narrazione aziendale secondo cui negli ultimi sei mesi non si sarebbero verificati infortuni. Secondo il sindacato, vi sarebbe il sospetto che alcuni lavoratori abbiano fatto ricorso a malattia o ferie pur di non denunciare incidenti, in un clima che eserciterebbe pressioni in tal senso. Un timore che, sempre secondo la nota, sarebbe alimentato dall’istituzione unilaterale del premio “Zero infortuni”, un bonus semestrale di 500 euro lordi riconosciuto solo in assenza di incidenti.
Il meccanismo, spiega la Fiom-Cgil, prevederebbe la perdita totale del premio per il lavoratore coinvolto in un infortunio e una riduzione di 100 euro lordi per tutti gli altri colleghi; al quinto infortunio, il premio verrebbe annullato per l’intero organico. Un sistema che, secondo il sindacato, non incentiverebbe la sicurezza ma spingerebbe i lavoratori a non denunciare gli infortuni per evitare ripercussioni economiche.
A ciò si aggiungerebbe il fatto che l’erogazione del premio sarebbe legata anche alla presenza effettiva: chi usufruisce di ferie, permessi – inclusi quelli previsti dalla legge 104 – o malattia perderebbe il diritto al compenso. Una modalità che, secondo la Fiom-Cgil, finirebbe per penalizzare diritti fondamentali e occultare i rischi reali presenti nei reparti.
LE PREOCCUPAZIONI
La preoccupazione espressa da Rls e Rsu è condivisa, conclude la nota, dal segretario generale e dall’intera segreteria provinciale Fiom-Cgil. Viene infine denunciata una situazione di incomunicabilità e conflitto permanente tra azienda e rappresentanza sindacale che, secondo il sindacato, starebbe incidendo negativamente sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori. “Le segnalazioni e le richieste di incontro degli RLS vengono percepite dall’azienda come una sfida e come un atto di lesa maestà – spiegano – Di fronte a episodi gravissimi come quelli segnalati dai nostri delegati, invece di spingere l’azienda verso una maggiore collaborazione, si assiste a ritorsioni, contestazioni e provvedimenti disciplinari al limite dell’incredibile”.
Nonostante ciò, la Fiom-Cgil ribadisce che i propri delegati continueranno a svolgere il ruolo di tutela, richiamando l’attenzione sul tema degli infortuni sul lavoro in un contesto nazionale che registra, in media, tre morti al giorno.
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