MANTOVA – Ci sono luoghi che non sono soltanto edifici ma che custodiscono storie, ricordi e frammenti di vita di comunità. Corte Olmo Lungo, antica residenza di campagna immersa nella zona di Valdaro, è uno di questi. E proprio per questo una cinquantina di persone si è ritrovata questa mattina davanti al complesso storico per chiedere che il suo futuro non venga consegnato all’abbandono. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Milieu, guidata dagli architetti Fabio Salardi, Massimo Ferrari e Ivano Zanata, che da tempo si sta battendo per salvare la corte seicentesca, oggi in condizioni sempre più precarie.
Tra memoria e appartenenza, il legame con la corte
Tra i partecipanti erano presenti, tra gli altri, il sindaco di San Giorgio Bigarello Davide Dal Bosco, l’ex Beniamino Morselli e Italo Scaietta, presidente italiano e mondiale della Federazione degli Amici dei Musei.
Numerosi anche gli ex abitanti della corte, rimasta abitata fino ai primi anni Novanta e che ancora negli anni Settanta ospitava oltre cento persone. Tornando ancora più indietro nel tempo, gli abitanti arrivavano addirittura a circa 150, trasformando il complesso in un vero e proprio borgo rurale. Una presenza particolarmente significativa è stata quella di Morselli, legato personalmente a Corte Olmo Lungo. Qui vivevano infatti i suoi nonni, qui nacquero anche le sue sorelle e qui trascorse le sue estati da bambino. Un legame che testimonia come la corte non rappresenti soltanto un bene architettonico, ma anche un luogo profondamente radicato nella memoria delle comunità locali.
La proposta: fare della corte una risorsa per il territorio
La corte sorge oggi nel territorio comunale di Mantova ma fino al 1943 apparteneva a San Giorgio. Il confine tra i due comuni è del resto molto vicino alla corte e per questo il destino del complesso continua a interessare anche la comunità di San Giorgio Bigarello. Durante la mattinata sono riaffiorati ricordi e testimonianze di un passato ancora vivo nella memoria di chi ha abitato questi luoghi. Qualcuno ha ricordato la marchesa Giovanna D’Arco, proprietaria della corte, che raggiungeva la residenza in carrozza per trascorrervi la villeggiatura estiva. Un’immagine che richiama lo splendore di un complesso che ancora oggi conserva affreschi di pregio nella parte nobile dell’edificio.
Accanto alla residenza sorgono la chiesetta dedicata a San Liborio e la caratteristica torre colombaria. Un patrimonio che rischia però di deteriorarsi ulteriormente a causa delle infiltrazioni e del progressivo degrado della struttura.
Per Fabio Salardi la sfida è quella di passare dagli appelli alle proposte concrete. «A settembre vorremmo incontrare il sindaco Andrea Murari, la Soprintendenza e la società proprietaria dell’immobile e dei terreni circostanti, la Bs Invest di Brescia, per capire quali azioni possano essere messe in campo per salvare Corte Olmo Lungo», ha spiegato il segretario di Milieu.
Sul possibile futuro della corte è intervenuto anche Italo Scaietta secondo cui il recupero del complesso non deve essere visto soltanto come un’operazione di tutela storico-artistica, ma come un investimento capace di generare valore per l’intero territorio. «Si potrebbe pensare a un centro direzionale all’interno del sistema industriale di Valdaro-Olmo Lungo», ha osservato, immaginando una nuova funzione per il complesso all’interno di un’area che negli ultimi decenni ha conosciuto una forte trasformazione produttiva e logistica. Per Scaietta la vera sfida è però quella di coinvolgere il mondo imprenditoriale attraverso i principi ESG, acronimo di Environmental, Social e Governance, che misurano l’impatto ambientale, sociale e gestionale delle aziende.
«Se le imprese decidessero di contribuire alla riqualificazione dell’immobile, non si tratterebbe soltanto di recuperare un bene storico, ma di realizzare un investimento a favore del territorio e della comunità» hanno sottolineato Scaietta e Salardi.
Il borgo della memoria che chiede un futuro: prossimo appuntamento per la festa di San Liborio a luglio
Salvare Corte Olmo Lungo significa del resto recuperare la memoria delle persone che hanno vissuto in questa zona, un concetto che richiama la funzione storica delle grandi corti rurali mantovane. Corte Olmo Lungo era un borgo a tutti gli effetti e i borghi erano i punti di riferimento nelle campagne.
La mobilitazione non si fermerà all’incontro di questa mattina. Per riaccendere i riflettori su Corte Olmo Lungo e sulla necessità di preservarne la storia, l’associazione Milieu ha deciso di far rivivere la tradizionale festa di San Liborio, che per anni si è svolta proprio all’interno della corte.
L’appuntamento è fissato per il 19 luglio alla Polisportiva Villanova De Bellis. Il programma prevede la celebrazione della messa, la presentazione di immagini inedite dedicate alla storia della corte e un momento conviviale aperto alla cittadinanza. Una nuova occasione dunque per tenere accesa l’attenzione su un luogo che per secoli ha rappresentato una comunità, un punto di riferimento per il territorio e una pagina importante della storia mantovana e che potrebbe tornare a esserlo.

















