Dieci giorni di autonomia irrigua nel Bacino del Po: la crisi idrica accelera

MANTOVA – La disponibilità d’acqua nel Bacino del Po garantisce solo dieci giorni di autonomia per l’irrigazione, mentre – almeno per ora – l’idropotabile non presenta criticità. È il quadro emerso dalla riunione straordinaria dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale, convocata nel Delta del Po per valutare una situazione che peggiora di giorno in giorno.

Stato del fiume e intrusione salina

La portata del Po continua a scendere, favorendo l’avanzata del cuneo salino: 20 km dalla foce nel ramo di Pila/Venezia, 25 km nel ramo di Goro

Un fenomeno che compromette le prese irrigue e mette sotto pressione anche gli impianti potabilizzatori, come quello di Ponte Molo, dove i prelievi sono già stati ridotti.

Portate ai minimi: i dati del 7 luglio

Le stazioni di riferimento mostrano valori in forte deficit: Cremona — 232 m³/s, Boretto — 261 m³/s, Borgoforte — 271 m³/s, Pontelagoscuro — 307 m³/s (scese a 289 m³/s nelle ultime ore)

Valori che confermano una condizione di severità idrica “Media in assenza di precipitazioni”, con un margine operativo sempre più ridotto.

Grandi laghi regolatori: crollo dei volumi

La situazione dei laghi, fondamentali per sostenere il Po, è altrettanto critica: Lago Maggiore: –17% in una settimana, –33 cm, 69 milioni di m³ persi, Lago di Como: –15%, Lago d’Iseo: –18%, Lago d’Idro: –8%, Lago di Garda: –5%

Volumi invasati inferiori alla media anche nelle dighe montane, riducendo ulteriormente la capacità di compensazione.

Impatti regionali

Il quadro è critico in tutto il Nord:

  • Lombardia: deficit medio –40%, soccorso irriguo dal Lago d’Idro fino al 20 luglio.
  • Emilia-Romagna: deroghe sui corsi d’acqua appenninici; dighe di Mignano e Molato al 42%, Ridracoli al 78%, Conca al 62%.