Diesel Euro 5, slitta di un anno lo stop nel Bacino Padano

Il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano slitta di un anno. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che sposta dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 l’entrata in vigore delle limitazioni strutturali previste per questa categoria di veicoli in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato l’approvazione del provvedimento, sul quale il ministro Matteo Salvini aveva chiesto un intervento del Governo. Secondo i dati diffusi dal Mit, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600mila veicoli commerciali diesel Euro 5. Nel solo Bacino Padano sono invece presenti oltre 1,2 milioni di autoveicoli e circa 200mila veicoli commerciali appartenenti alla stessa classe ambientale. Il provvedimento modifica quindi la scadenza prevista dalla normativa precedente, lasciando un ulteriore anno alle Regioni per intervenire sui rispettivi strumenti di pianificazione della qualità dell’aria e individuare eventuali misure alternative in grado di garantire gli obiettivi di riduzione delle emissioni. In Lombardia, prima dell’intervento del Governo, le limitazioni per le autovetture diesel Euro 5 sarebbero dovute entrare in vigore dal prossimo 1° ottobre nelle aree urbane dei Comuni con più di 100mila abitanti, vale a dire Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

Dara: «Obiettivi ambientali senza scaricare i costi su famiglie e imprese»

Sul rinvio interviene il deputato mantovano della Lega Andrea Dara, componente della Commissione Trasporti della Camera, che parla di «un risultato concreto» e sottolinea come lo slittamento eviti, a suo giudizio, una limitazione particolarmente pesante per cittadini e imprese. «Parliamo di persone che utilizzano ogni giorno l’auto per andare al lavoro, accompagnare i figli, raggiungere i servizi, e di artigiani e imprese che hanno investito nei propri mezzi e non possono essere obbligati a sostituirli dall’oggi al domani», afferma Dara. Il deputato sostiene che la tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria debba essere perseguita attraverso misure «sostenibili, graduali e compatibili con la realtà economica e sociale dei nostri territori». Per Dara, l’anno guadagnato con il rinvio dovrà essere utilizzato per trovare soluzioni strutturali. «Come componente della Commissione Trasporti continuerò a seguire il tema in Parlamento – aggiunge – perché questo anno di tempo deve essere utilizzato per individuare soluzioni che consentano di raggiungere gli obiettivi ambientali senza scaricarne i costi su famiglie, lavoratori e imprese».

Cappellari: «Un anno in più per trovare soluzioni alternative»

Soddisfazione viene espressa anche dalla consigliera regionale della Lega Alessandra Cappellari, che richiama l’impatto che il provvedimento avrebbe avuto in Lombardia. Secondo i dati richiamati nel dibattito regionale, le vetture Euro 5 diesel interessate sono circa 443mila. Cappellari definisce il rinvio «una vittoria della Lega e del buonsenso» e sottolinea la necessità di utilizzare i prossimi dodici mesi per individuare alternative che permettano di conciliare gli obiettivi sulla qualità dell’aria con le esigenze di mobilità di cittadini e imprese. «La transizione ambientale – afferma – non può essere pagata da chi ha bisogno dell’auto per andare a lavorare e non può permettersi di sostituirla da un giorno all’altro». Per la consigliera regionale, il nuovo termine dovrà quindi servire a mettere a punto soluzioni più strutturali, capaci di tenere insieme tutela ambientale e sostenibilità economica.