MANTOVA – Fa discutere la decisione di vietare le trasferte per circa due mesi ai tifosi del Mantova, ufficializzata ieri. Saranno almeno tre le partite che i tifosi del Mantova non potranno seguire in trasferta nelle prossime settimane. Il divieto riguarda gli incontri Venezia–Mantova del 29 novembre, Cesena–Mantova del 13 dicembre e Carrarese–Mantova del 27 dicembre. Una misura del Ministero dell’Interno che ha sollevato immediate reazioni nel mondo politico mantovano.
A fianco dei tifosi mantovani si schiera il senatore mantovano della Lega Andrea Paganella, capogruppo in commissione Cultura, Istruzione e Sport, che definisce la decisione «abnorme e ingiusta». Paganella spiega di essersi attivato subito per chiedere un ripensamento: «Ho scritto al Ministro Piantedosi e ho sentito telefonicamente il Prefetto Bolognesi in merito alla decisione del Ministero dell’Interno di vietare le trasferte per due mesi alla tifoseria mantovana».
Una misura che, secondo il senatore, non tiene conto né della storia né del comportamento prevalente dei sostenitori biancorossi. «Ritengo questa decisione, presa in base alle valutazioni del Comitato Analisi sulla Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, sbagliata in termini generali e incomprensibile dal punto di vista tecnico, visto che si vieterebbe anche una trasferta a Cesena, con una tifoseria storicamente gemellata, che certo non vedrebbe sicuramente scontri o lancio di sassi tra gli ultras ma al massimo uno scambio di piadine, salame e lambrusco».
Paganella sottolinea come la stragrande maggioranza dei tifosi del Mantova sia composta da famiglie e appassionati rispettosi delle regole: «È giusto individuare e isolare i violenti, e non consentire loro di mettere a repentaglio la sicurezza di tifosi e agenti. Ma è altrettanto ingiusto colpire in modo così indiscriminato una tifoseria composta per la stragrande maggioranza da famiglie e cittadini perbene, appassionati ai colori biancorossi che sia al Martelli che in trasferta sono sempre presenti a incitare la squadra».
Il senatore esprime anche fiducia nel Ministro dell’Interno: «Piantedosi è un grande Ministro dell’Interno, ma soprattutto è stato uno straordinario Prefetto che ha dato prova nella sua carriera di saper gestire con saggezza situazioni ben più complesse in termini di sicurezza e ordine pubblico».
Paganella conclude con un appello affinché la decisione venga rivista: «Da cittadino mantovano, da tifoso e da senatore confido e auspico che con la capacità e il buonsenso che lo contraddistinguono saprà rimettere mano ad una decisione abnorme e ingiusta per la squadra e la città».
IL PATRON BIANCOROSSO PICCOLI: “VIOLENZA DA CONDANNARE, MA PUNIRE ANCHE LA SOCIETA’ E LA MAGGIOR PARTE DEI TIFOSI NON E’ GIUSTO”
“Concordo col senatore Paganella sul fatto che la decisione sia da considerarsi esagerata nelle proporzioni ed, aggiungo, non solo per la nostra Tifoseria, ma anche per nostra Società che subisce la misura sia in termini sportivi che economici.
La violenza negli stadi va condannata senza se e senza ma; e’ altrettanto vero che “punire tutti per colpa di alcuni” non collima col senso di giustizia. In questo modo si mortificano i tantissimi tifosi che ogni domenica si recano in trasferta accompagnati dalle rispettive famiglie, con l’unico intento di incitare la propria squadra del cuore.
Per questo motivo mi unisco all’appello rivolto al Ministro Piantedosi ed al Prefetto di Mantova, dottor Bolognesi, affinché la decisione possa essere rivista, attingendo al buon senso ed in uno spirito di reciproca collaborazione, nel massimo rispetto delle autorità preposte alla sicurezza ed alla vigilanza, negli stadi come altrove, ringraziando loro per il lavoro che svolgono quotidianamente tra mille difficoltà”.
















