Ecosistema urbano, Mantova è terza tra le città più green

A Mantova posticipata l'accensione del riscaldamento al 29 ottobre

MANTOVA – Un nuovo podio per Mantova nella classifica dell’ecosistema urbano redatta annualmente da Il Sole 24 Ore sui dati di Legambiente. Il capoluogo virgiliano, sulla base di 18 parametri presi in considerazione, risulta terzo in Italia ( nel 2020 era secondo) dietro solo a Trento e a Reggio Emilia.
In fondo alla lista, si rileva il quartultimo posto di Alessandria (con due rappresentanti del Centro, Massa e Latina, rispettivamente 98ª e 100ª) ma sette degli ultimi dieci capoluoghi appartengono al Sud.
A contribuire al risultato di Mantova sono in particolare i punteggi ottenuti per quanto riguarda la dispersione della rete idrica (3° miglior risultato assoluto), i rifiuti differenziati (4°), i chilometri di piste ciclabili (6°) e il numero di alberi in aree pubbliche (17°).
Continua ad essere scadente invece la qualità dell’aria (85° per pm10, 63° per ozono e 60° per biossido di azoto), e il solare sugli edifici pubblici (82°).
Troppi i rifiuti prodotti che fanno piazzare Mantova al 99° posto in Italia.
Come spiega Il Sole 24 Ore, “i dati della 28ª edizione dell’indagine si riferiscono in gran parte al 2020, quando il Covid batteva più forte e la versione più severa del lockdown costringeva le persone a stare in casa, con un traffico di auto molto ridimensionato. Un periodo cui è seguita l’onda lunga del telelavoro”.
Non sempre però quanto ci si aspettava alla luce di questa situazione si è poi effettivamente rilevato. “Nelle città capoluogo di provincia è arrivato il crollo del trasporto pubblico locale (con un 48% medio in meno di passeggeri), mentre la qualità dell’aria non è migliorata in modo particolarmente significativo. Continua, in realtà, e si intensifica un poco, un trend in diminuzione per i valori di polveri sottili, biossido di azoto e ozono, ma senza che ci sia stata una vera punta al ribasso. D’altronde, come riportato da Il Sole 24 Ore dello scorso 17 ottobre risulta che in pianura padana, “quella con la situazione peggiore sul fronte dell’aria, più che dalle auto l’inquinamento sia determinato da fattori come il trasporto delle merci, l’agricoltura e gli allevamenti, il riscaldamento a legna o pellet con camini e stufe”.