È finita dopo tre giorni la fuga di Elia Del Grande, l’uomo condannato per la cosiddetta “strage dei fornai” del 1998. Il 50enne è stato arrestato dai carabinieri nel primo pomeriggio di mercoledì 7 aprile in provincia di Varese, mentre tentava di rientrare verso Cadrezzate, il paese dove era già stato catturato dopo una precedente evasione. Del Grande era scappato il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba (Cuneo), approfittando di una licenza concessa per svolgere attività di volontariato. Le ricerche si sono concentrate fin da subito tra Piemonte e Lombardia, fino a quando i militari dell’Arma lo hanno intercettato grazie anche ai movimenti registrati dalle telecamere nei pressi della stazione di Sesto Calende.
L’uomo è stato bloccato lungo la strada provinciale 18, mentre si trovava alla guida di una Fiat 500 risultata rubata poche ore prima a Lentate, frazione di Sesto Calende. Secondo quanto ricostruito, durante il tentativo di fuga Del Grande avrebbe anche aggredito la proprietaria dell’auto, finita in ospedale, circostanza che potrebbe portare a ulteriori accuse. Al momento del fermo ha tentato un’ultima manovra per sottrarsi all’arresto, imboccando una strada privata e cercando di investire un carabiniere che stava provando a togliergli le chiavi dal quadro. Il militare è rimasto ferito in modo lieve. Subito dopo, i carabinieri lo hanno immobilizzato e arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
Condotto nel carcere di Varese, Del Grande non ha risposto alle domande degli investigatori, arrivando persino a fingere di dormire durante l’interrogatorio. Quella conclusa nelle scorse ore è la seconda fuga nel giro di pochi mesi. Già il 30 ottobre scorso, infatti, l’uomo era riuscito ad allontanarsi da una struttura nel Modenese, facendo perdere le proprie tracce per oltre un mese prima di essere rintracciato nuovamente a Cadrezzate.
Condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione dopo una prima sentenza all’ergastolo per aver ucciso padre, madre e fratello, Del Grande aveva scontato oltre 26 anni di carcere iniziando poi a beneficiare della semilibertà. Il suo percorso, tuttavia, è stato segnato da numerose violazioni delle prescrizioni, una trentina secondo quanto emerso, che avevano portato al trasferimento in una casa-lavoro.
Proprio la recente decisione di prorogare per un altro anno la misura di sicurezza – con il parere contrario alla revoca espresso dalla procura generale del Piemonte – potrebbe aver spinto l’uomo a una nuova fuga. Una scelta che Del Grande aveva più volte contestato, parlando di un “ergastolo bianco” e sostenendo di essersi ormai reinserito nella società. Intanto, con l’arresto nel Varesotto, si chiude un’altra fuga annunciata: Del Grande, come già in passato, stava tentando di tornare ancora una volta a Cadrezzate. Dove, ancora una volta, i carabinieri lo stavano aspettando.

















