ROMANORE (BORGO VIRGILIO) – A distanza di circa due settimane dai fatti che hanno scosso la comunità di Romanore di Borgo Virgilio, il 56enne assurto alle cronache in tutto il mondo per essersi finto la madre morta, al fine di rinnovare la carta di identità e continuare a riscuoterne la pensione, nascondendo il corpo dell’anziana, parla attraverso il proprio legale. L’uomo esprime «profondo dolore, rammarico e senso di vergogna per quanto accaduto».
Secondo quanto riportato dall’avvocato Francesco Ferrari, il 56enne intende ribadire che non avrebbe mai voluto arrecare alcuna sofferenza alla madre, a cui si diceva «profondamente legato». Il suo comportamento, spiega il difensore, sarebbe stato dettato da un impulso di «protezione» e dal desiderio di «tenere con sé» la donna anche dopo il decesso, fattore che – sempre secondo il legale – avrebbe reso per lui impossibile separarsene.
Uno dei punti centrali della dichiarazione riguarda il movente economico: l’indagato sostiene che il suo agire non sarebbe stato guidato dall’intento di conseguire indebiti benefici patrimoniali, ma esclusivamente dall’attaccamento affettivo verso la madre. Ciononostante, lo stesso si dice pronto a risarcire quanto eventualmente percepito senza titolo.
Il legale precisa inoltre che il suo assistito nega in modo categorico il coinvolgimento di terze persone. «Non vi è mai stata – prima, durante o dopo i fatti – alcuna presenza consapevole che possa configurare complicità», dichiara Ferrari. Il figlio conferma la propria disponibilità a collaborare con l’Autorità giudiziaria per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Infine, il 56enne chiede «umana comprensione» per quanto accaduto e chiede di accettare la sua decisione di ritirarsi in un periodo di silenzio e discernimento «sostenuto dalla Fede» che lo sta accompagnando «in questa fase particolarmente difficile».















