MANTOVA – È stato firmato questa mattina, nella sala consiliare di via Roma, il “Piano città degli immobili pubblici”, l’accordo sottoscritto dall’Agenzia del Demanio e dal Comune di Mantova per la valorizzazione e la rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico della città.
Presenti il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, e Alessandra Dal Verme, direttrice dell’Agenzia del Demanio; in collegamento Lucia Albano, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Oggi è una giornata storica – ha commentato il sindaco Mattia Palazzi – dopo decenni in cui lo Stato è stato un interlocutore spesso assente, soprattutto nella gestione degli immobili presenti nella nostra città ma di proprietà statale, oggi diventa un alleato. Si tratta di un’alleanza strategica e fondamentale, che mira a recuperare, attraverso risorse pubbliche e private, i diversi immobili statali in disuso, restituendo loro nuova vita, nuove funzioni e integrandoli nelle strategie urbane dell’amministrazione. È un risultato importantissimo”.
“Il “Piano città degli immobili pubblici di Mantova” è lo strumento attraverso il quale definiamo, insieme al territorio e ai cittadini, le destinazioni migliori per gli immobili
demaniali dello Stato che necessitano di una nuova finalizzazione e che il Comune intende inserire nel piano città” – ha spiegato Alessandra Dal Verme – “Si tratta di uno strumento di pianificazione integrata, non previsto da una norma di legge, ma nato dalla volontà di definire insieme contesto, fabbisogni, vocazioni del territorio e obiettivi finali. Solo con una visione ampia è possibile individuare le destinazioni ottimali, reperire le risorse, progettare gli interventi e garantire qualità. Facciamo squadra per creare valore sul territorio”.
Gli immobili del piano comprendono: l’ex Convento del Carmine, oggi Palazzo degli Uffici Finanziari, il palazzo San Cristoforo, con la sua piccola chiesa annessa, l’ex Casello Idraulico di Viale Monte Grappa: memoria della relazione antica tra Mantova e le sue acque, con potenziale utilizzo da parte dei Vigili del Fuoco o per uso residenziale sociale/ privato, l’area dell’ex Campo d’Aviazione Migliaretto – per il quale l’accordo di permuta con il Palazzo di Giustizia sarà firmato nel pomeriggio – l’ex Caserma Principe Amedeo e l’ex Chiesa di Santa Paola, il Palazzo di Giustizia, gli uffici giudiziari di palazzo Nerli Bollati, la Procura della Repubblica di Mantova, la caserma XXIV maggio Curtatone–Montanara.
Proprio per quest’ultimo immobile è stato annunciato oggi l’avvio della ricognizione e della progettazione per il recupero e la messa in sicurezza.
“Serve un intervento immediato – ha sottolineato Palazzi – proprio ieri, a causa del forte vento, sono caduti dei calcinacci. Ho posto subito questa esigenza alla direttrice Dal Verme, chiedendo un segnale concreto dell’accordo. Lunedì formalizzerò la richiesta all’Agenzia del Demanio per avviare la progettazione del recupero della caserma “XXIV Maggio”, un immobile strategico, a pochi metri dal Tempio dell’Alberti e a breve distanza da Palazzo Te. Non possiamo più accettare condizioni di insicurezza e degrado. Attualmente è di proprietà del Ministero della Difesa, ma a breve passerà al Demanio. Sono molto soddisfatto dell’impegno assunto per avviare la progettazione e poi individuare le risorse necessarie al recupero. È un risultato storico e ne sono orgoglioso: si lavora fino all’ultimo minuto, come ho sempre detto, e continuerò a farlo fino alla fine del mio mandato”.
“La caserma Curtatone Montanara è ancora oggi di proprietà della Difesa – ha concluso Dal Verme – non essendo utilizzata da tempo e nell’ottica di evitare situazioni di degrado, lavoreremo rapidamente per avviare le indagini sul posto, le valutazioni preliminari alla progettazione e sviluppare l’intervento in funzione della destinazione che verrà definita nel Piano città”.
Dopo la firma, la mattinata è proseguita al Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova, dove l’Agenzia del Demanio ha organizzato un workshop rivolto a studenti, giovani professionisti e ricercatori, dedicato alla responsabilità etica del manager pubblico nella cura del bene comune.
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