Gigante russo alla deriva verso Lampedusa mistero e paura per il carico esplosivo

Una gigantesca “bomba ecologica” d’acciaio sta vagando senza controllo nel cuore del Mediterraneo. La metaniera russa Arctic Metagaz, un colosso lungo 277 metri carico di 61.000 tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL), si trova attualmente alla deriva e, spinta dai venti, punta pericolosamente verso le acque di Lampedusa.

Il dramma ha avuto inizio tra il 3 e il 4 marzo 2026, quando una serie di violente esplosioni ha squarciato il silenzio tra le acque libiche e maltesi. I 30 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo d’urgenza, lasciando la nave completamente abbandonata. Sebbene i media greci ipotizzino un attacco avvenuto intorno alle 4 del mattino, il mistero resta fitto: si è trattato di un guasto meccanico, di un’operazione dell’intelligence ucraina o di un segnale legato alle crescenti tensioni con l’Iran? Al momento, nessuna autorità ha confermato la natura dell’incidente.

Partita da Murmansk, in Russia, l’Arctic Metagaz aveva caricato il GNL presso l’unità galleggiante Saam lo scorso 18 febbraio. Dopo aver circumnavigato l’Europa passando per il Regno Unito e la Spagna, era diretta verso il Canale di Suez. Il segnale AIS (il sistema di tracciamento automatico) è stato perso definitivamente ieri, a circa 30 miglia dalle coste di Malta, trasformando la nave in una minacciosa sagoma fantasma.

L’attenzione delle autorità marittime italiane e internazionali è ai massimi livelli. Il timore non è legato solo alla deriva della nave, che essendo sanzionata opera in un quadro normativo complesso, ma soprattutto al suo carico altamente infiammabile. Se la traiettoria attuale venisse confermata, il rischio di un impatto o di un disastro ambientale nei pressi delle Pelage richiederebbe un intervento internazionale senza precedenti per tentare un aggancio e il rimorchio in sicurezza.

Il Mediterraneo resta con il fiato sospeso mentre si attende di capire chi, e come, fermerà la corsa dell’Arctic Metagaz prima che la situazione diventi irreparabile.

(Adnkronos)