GONZAGA – Una quercia piantata come simbolo di giustizia e un corteo di striscioni colorati hanno segnato la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno a Gonzaga. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Istituto Comprensivo Gonzaga-Pegognaga, l’Amministrazione comunale e l’Anpi, ha coinvolto centinaia di studenti in un percorso di cittadinanza attiva contro ogni forma di illegalità.
Il ricordo di Simonetta Lamberti
Il cuore della mattinata è stato il commosso omaggio degli alunni della Primaria a Simonetta Lamberti, uccisa dalla camorra ad appena 11 anni il 29 maggio 1982. La bambina fu colpita mortalmente mentre si trovava in auto con il padre, il magistrato Alfonso Lamberti, vero obiettivo dei sicari. Una vicenda tragica che ha segnato la storia giudiziaria italiana, arrivata a una condanna definitiva solo nel 2016 grazie alle confessioni di un collaboratore di giustizia. Ricordare Simonetta oggi significa dare un volto e un nome all’innocenza spezzata dalla criminalità organizzata.
Un impegno che parte dall’infanzia
La celebrazione ha visto momenti diversi a seconda delle fasce d’età:
- Nido e Infanzia: Hanno piantato una quercia nel giardino della scuola, un gesto concreto per “radicare” i valori della legalità.
- Secondaria a indirizzo musicale: Ha accompagnato la riflessione con brani scelti per l’occasione.
- Il Corteo: Gli studenti hanno sfilato dalla scuola a piazza Matteotti e piazza Castello, esponendo striscioni realizzati in classe.
Le autorità presenti
All’evento hanno partecipato il sindaco Elisabetta Galeotti, l’assessore Sara Manfredi, la dirigente scolastica Rossella Auriemma, il presidente Anpi Ezio Frontelli e i rappresentanti dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea. Significativa la presenza delle forze dell’ordine con il maresciallo Daniele Bevelacqua comandante dfella locale stazione Carabinieri e il comandante della Polizia Locale Riccardo Lanzi, a testimoniare il legame indissolubile tra istituzioni, scuola e sicurezza.
La mattinata si è conclusa nel cortile della scuola, dove i ragazzi hanno ribadito il loro “no” alle mafie, trasformando la memoria in un impegno quotidiano per il futuro del territorio.

















