I frati sono anziani e lasciano la chiesa di Santa Teresa in via Mazzini

MANTOVA – La chiesa di Santa Teresa in via Mazzini a Mantova, fondata e officiata fino ad oggi dai Carmelitani Scalzi è dedicata alla loro fondatrice, Santa Teresa d’Avila, e a San Giuseppe chiuderà entro il mese di febbraio.
I frati, ormai anziani, hanno deciso di fermarsi. Ma la chiesa non sarà chiusa definitivamente, l’attività parrocchiale, infatti, continuerà e sarà il Vescovo Marco Busca a decidere a chi affidare l’incarico.
La notizia della chiusura è già rimbalzata sui social dove è stato espresso il dispiacere  di diversi cittadini. “È l’unica Chiesa in città sempre aperta e con frati sempre disponibili alle confessioni, senza dover “prenotarsi” – scrive una persona che prosegue “È una Chiesa bellissima, da anni attiva sul territorio”.
Ed è sempre dai social che arriva un appello ” Vorremmo poter far si che non chiudesse, vorremmo che i frati all’interno non si dovessero spostare in altri luoghi vista anche l’età non più giovane, vediamo se insieme possiamo trovare una soluzione”.

LA STORIA
Nel 1646, quando i frati giunsero nel capoluogo virgiliano per iniziativa della duchessa Maria Gonzaga, si stabilirono nel convento di San Nicolò, nei pressi del Gradaro (oggi scomparso). Pochi anni dopo, ebbero in dono un’area più centrale, adiacente alla Chiesa del Carmelino, dove fondarono il nuovo convento (a partire dal 1661) e, nel 1668, la chiesa. Per effetto delle soppressioni napoleoniche, nel 1805 il convento fu requisito e destinato ad uso militare. Nel 1851, fu adibito a carcere dagli Austriaci. Nelle celle, che erano originariamente destinate ai frati, furono rinchiusi, nei giorni precedenti l’esecuzione capitale, alcuni patrioti italiani destinati al Martirio di Belfiore. Lì ricevettero i conforti religiosi da Luigi Martini e da lì partirono la mattina destinata alla loro impiccagione sulla riva del Lago Superiore nella località di Belfiore.
Il complesso religioso, con l’Unità d’Italia, ritornò alla sua destinazione originaria, prima con i Gesuiti e, dal 1936, nuovamente con i Carmelitani Scalzi.
Una chiesa ricca di storia e di straordinaria bellezza, una facciata dalle linee essenziali, esprime la sua origine barocca all’interno: le cappelle, due a destra e due a sinistra, la navata, l’abside e il presbiterio sono riccamente decorati con rilievi a stucco, cancellate di ferro battuto e marmi policromi.
Tra le tele si possono ammirare San Giovanni della Croce Intercede per Mantova, eseguita da Girolamo Brusaferro, dopo che nel 1728 il santo fu eletto compatrono della città, della quale si vede in basso un interessante profilo; Gesù Appare a Santa Teresa, opera di Domenico Canuti, eseguita intorno al 1680, come il ciclo dell’abside, del lucchese Filippo Gerardi, raffigurante scene della Vita di Santa Teresa. In sagrestia un altare seicentesco intagliato in noce.