MANTOVA – Il dolore per le quaranta giovani vite spezzate nel rogo della discoteca di Crans-Montana non si è ancora spento, ma agli Istituti Redentore di Mantova il cordoglio ha già lasciato spazio all’azione. In un momento storico in cui la cronaca irrompe prepotentemente nella vita degli studenti, la scuola ha deciso di rispondere con l’arma più potente a sua disposizione: l’educazione alla prevenzione.
Come anticipato nei giorni scorsi dalla preside Patrizia Graziani, al Redentore non sarà organizzata una semplice commemorazione, ma un vero e proprio modulo formativo tecnico-pratico intitolato “La percezione del rischio nei luoghi di aggregazione“, affidato all’esperienza del dott. Masoni, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) dell’Istituto.
«La scuola non può essere una torre d’avorio scollegata dalla realtà – spiegano dalla dirigenza degli Istituti Redentore –. Abbiamo il dovere di fornire ai nostri ragazzi non solo le competenze accademiche, ma gli strumenti per proteggere la propria vita e quella degli altri quando si trovano fuori da queste mura».
L’intervento del Dott. Masoni ha l’intento di ribaltare la classica lezione frontale sulla sicurezza. Niente liste burocratiche di norme, ma un’analisi lucida e a tratti cruda delle dinamiche che trasformano una festa in tragedia. L’iniziativa degli Istituti Redentore segna un passo avanti nel concetto di educazione civica, ribadendo la centralità della scuola come presidio di vita per la formazione di una generazione più consapevole e preparata.
















