MANTOVA – “Traiettorie che descrivono una trasformazione”. Applicata all’agricoltura, questa immagine diventa la chiave di lettura della decima edizione del Food & Science Festival, in programma a Mantova da venerdì 15 a domenica 17 maggio. Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da “Frame – Divagazioni scientifiche” e organizzato da Mantova Agricola, il festival torna a diffondersi in città con incontri, dialoghi, workshop e spettacoli che mettono in relazione scienza, produzione e società.
A dare la misura della crescita del festival sono anche i numeri della decima edizione: oltre 140 ospiti e 77 appuntamenti tra talk, spettacoli e incontri con autori, distribuiti su 8 palchi cittadini. A questi si affiancano 61 tra laboratori, workshop e degustazioni in 6 spazi, oltre al nuovo padiglione dedicato alla ricerca. Dieci i partner scientifici coinvolti, insieme a una mostra per il decennale, una serata musicale e tre visite guidate. Completa il programma l’anteprima della “Cena dei popoli”, che apre il festival con una riflessione sul tema dell’accesso al cibo.
Beduschi: “un laboratorio di confronto su temi delicati”
A sottolineare il valore del traguardo è l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi: «Dieci anni di grandi visioni che hanno portato l’agricoltura a essere uno dei settori più innovativi, capace di anticipare le sfide della sostenibilità». Un percorso che, ha ricordato, ha trovato proprio a Mantova un laboratorio di confronto anche su temi delicati come le TEA (tecniche di evoluzione assistita): «Il 23 aprile la Commissione europea voterà l’utilizzo in campo aperto, un passaggio che affonda le radici anche nel lavoro avviato qui». Non solo ricerca, ma anche energia e circolarità: «In Lombardia contiamo oltre 500 impianti di biogas e biometano – ha aggiunto – e il digestato si avvia a diventare alternativa ai fertilizzanti, in un contesto di costi crescenti».
Pagliari: “Da progetto utopico a realtà consolidata”
Per il presidente di Confagricoltura Mantova Andrea Pagliari, il festival rappresenta «un traguardo che dieci anni fa sembrava quasi utopico», oggi reso concreto dalla crescente consapevolezza del ruolo strategico del cibo. «La scienza applicata alla produzione alimentare ha trovato un linguaggio accessibile a tutti – ha spiegato – e questo festival nasce proprio per divulgare l’importanza dell’agricoltura». Un percorso iniziato, ha ricordato, da Matteo Lasagna e sviluppato da Alberto Cortesi, che ha permesso alla manifestazione di crescere e radicarsi nel territorio.
Le principali novità di questa edizione
Si parte giovedì 14 maggio ore 20 con la “Cena dei popoli”, al Chiosco del convento francescano, un’esperienza guidata da Andrea Segrè per riflettere sul tema delle disuguaglianze nell’accesso al cibo.
In piazza Sordello troverà spazio la mostra “Coltivare il futuro: le traiettorie che stanno cambiando il cibo”, pensata per celebrare i dieci anni del festival attraverso contenuti interattivi.
Sempre nel cuore della città nascerà il Padiglione della ricerca, un vero campus a cielo aperto dove università e centri di ricerca – dal Crea al Cnr, fino agli atenei di Parma, Torino, Modena e Padova – racconteranno al pubblico innovazioni, tecnologie e sfide del settore agroalimentare.
Filo conduttore: le Traiettorie
Il filo conduttore resta quello delle “Traiettorie”: dieci percorsi tematici – genetiche, tecnologiche, ecologiche, di salute, strategiche, sociali ed etiche, culturali, percettive, performative ed esplorative – che guideranno il pubblico all’interno del palinsesto. Un’impostazione che, come evidenziato da “Frame” con Enrica Favaro e Francesca Calvo, punta a mettere al centro l’agricoltura come ambito di innovazione, tra sostenibilità, educazione alimentare e identità culturale.
Scuole e Musei
Ampio spazio anche alle scuole, con una la mattinata del venerdì dedicata a scienza, sostenibilità e futuro, tra laboratori e attività sul tema della trasformazione del cibo e della percezione del gusto. E, per la prima volta, il festival si intreccia con la Notte europea dei musei, con aperture straordinarie serali e iniziative diffuse nei luoghi culturali della città.
Gli ospiti : da Brambilla a Massari
Tra gli ospiti della decima edizione figurano alcune delle voci più autorevoli del panorama scientifico e culturale. Dalla genetica arriva Vittoria Brambilla, protagonista delle ricerche sulle TEA applicate al riso, insieme a Luigi Cattivelli e Roberto Defez. Sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità atteso Andrea Segrè, mentre il rapporto tra cibo e percezione sarà approfondito dal neuroscienziato Massimiliano Zampini e dalla nutrizionista Lucilla Titta. Spazio anche alla divulgazione con Massimo Polidoro e Dario Bressanini, mentre sul tema del clima interverranno Giulio Boccaletti e Serena Giacomin. Tra gli ospiti anche la scienziata Maria Chiara Carrozza, che riceverà il Premio Agricoltura Mantovana 2026, accanto a protagonisti del mondo culturale e gastronomico come Iginio Massari e la chef Chiara Pavan.
Il comparto agricolo mantovano: 860 milioni di euro
Un sistema che coinvolge soprattutto il mondo economico: «Sono 7000 le aziende agricole nella provincia di Mantova, in una regione che si conferma la prima in Italia per produzione agricola, e una tra le più significative a livello europeo.
Il comparto agricolo mantovano con una cifra di oltre 860 milioni di euro genera circa il 6 percento del PIL complessivo provinciale: numeri che testimoniano la forza di coniugare tradizione e competitività sui mercati», ha ricordato il vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Lorenzo Capelli. Alla presentazione erano presenti anche Rosa Granitto (Syngenta), Enrico Voceri (Gruppo Tea), Luca Giovannini (Fondazione Banca Agricola Mantovana), Cristian Odini (Consorzio Parmigiano Reggiano) e Renato Zaghini (Consorzio Tutela Grana Padano). L’appuntamento è dunque a Mantova per tre giorni che confermano il Food&Science Festival come spazio di confronto tra ricerca, produzione e società. «Ci vediamo al Food&Science Festival», è l’invito di Pagliari, che sintetizza il senso di un percorso capace, in dieci anni, di trasformare una scommessa in un punto di riferimento nazionale.
Programma completo su: https://www.foodsciencefestival.it/
Antonia Bersellini Baroni















