Il prefetto Bolognesi al 2 giugno: “Da Mantova contributo fondamentale alla nascita della Repubblica”

MANTOVA – Mantova ha celebrato questa mattina l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana con la tradizionale solenne cerimonia al Famedio ai Caduti, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, delle associazioni combattentistiche e d’Arma e di vari sindaci dei Comuni del territorio.

La manifestazione, molto partecipata da parte della cittadinanza, si è aperta con l’alzabandiera e gli onori ai Caduti, seguiti dalla deposizione di una corona nella cripta del Famedio e la benedizione da parte del vicario generale. Ad accompagnare i momenti solenni della mattinata la Fanfara dei Bersaglieri e il coro “Voci in Festa – Città di Mantova” dell’associazione culturale Pomponazzo.

Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, il prefetto Roberto Bolognesi ha ricordato il profondo legame tra il territorio mantovano e la storia nazionale.

«Ottant’anni non sono una semplice ricorrenza», ha esordito, sottolineando come Mantova abbia contribuito in maniera determinante alla costruzione dell’identità italiana. Dal Risorgimento alle battaglie di Curtatone e Montanara e di Goito, dai Martiri di Belfiore fino a Solferino, dove nacque l’idea della Croce Rossa, il prefetto ha ripercorso alcune delle pagine più significative della storia locale e nazionale.

Al centro del suo intervento il valore del Tricolore, definito «una bandiera di libertà e di pace nella quale tutti ci riconosciamo». Un simbolo affidato idealmente alle nuove generazioni, rappresentate dalle due bambine che hanno portato la bandiera durante la cerimonia.

Bolognesi ha poi ricordato il contributo pagato dal Mantovano durante le guerre mondiali. «Un tributo di sangue importante è stato dato dai figli di questa terra», ha affermato, richiamando le numerose lapidi presenti nei comuni della provincia e le ferite lasciate dal secondo conflitto mondiale, ancora oggi visibili attraverso gli interventi di bonifica e recupero di residuati bellici.

Il cuore del discorso è stato però dedicato al significato del 2 giugno 1946. Per il prefetto, quella data segnò il passaggio da una società di sudditi a una comunità di cittadini chiamati a partecipare direttamente alla vita pubblica. Una scelta che vide protagoniste per la prima volta anche le donne.

«La Repubblica nasce nell’uguaglianza tra uomini e donne», ha ricordato Bolognesi. Un principio che precede perfino la stesura della Costituzione e che rappresenta una delle basi fondamentali della democrazia italiana.

Nel suo intervento il Prefetto ha poi richiamato il senso del servizio pubblico. Chi ricopre un incarico nelle istituzioni, ha spiegato, riceve un mandato temporaneo per operare nell’interesse della comunità. «Non è un mandato per sé stessi, ma per servire le persone e migliorare la comunità».

Un concetto esteso anche ai cittadini e al mondo economico. Richiamando i principi costituzionali, il prefetto ha ricordato che ciascuno è chiamato a contribuire al progresso della società e che l’attività d’impresa deve sempre conciliarsi con l’utilità sociale e la dignità del lavoro.

Guardando all’Italia di oggi, Bolognesi ha sottolineato come il Paese sia profondamente diverso da quello uscito dalla guerra nel 1946, grazie ai sacrifici delle generazioni che hanno costruito la Repubblica e ai valori contenuti nella Costituzione. «Tanto lavoro è stato fatto e tanto resta ancora da fare», ha concluso. «Con la giusta determinazione e con i principi della Costituzione avremo altri ottant’anni per essere migliori di oggi».

Emozione particolare anche per il neo sindaco di Mantova Andrea Murari, alla sua prima Festa della Repubblica da primo cittadino. «È una giornata importante per tutti noi e merita di essere celebrata con la dovuta attenzione per il suo profondo significato – ha dichiarato Murari a margine della cerimonia -. Fa piacere vedere una così ampia partecipazione da parte dei cittadini, segno di un forte attaccamento ai valori e alle istituzioni della Repubblica».