Il vescovo Marco Busca: “Santa Teresa resterà aperta al culto. Manterremo viva questa realtà”

MANTOVA – È una vera e propria sollevazione popolare quella levatasi a Mantova dopo la pubblicazione, ieri, della notizia della chiusura del convento dei Carmelitani Scalzi di via Mazzini, cui è affidato il culto nella chiesa di Santa Teresa. Tanti i lettori che hanno mandato email chiedendo di tenere alta l’attenzione sul tema affinché il Definitorio generale di Roma, massimo organo di governo dell’Ordine religioso, possa cambiare idea sulla chiusura del convento.

“NON SPEGNETE QUESTA LUCE”: L’APPELLO DEI FEDELI PER SANTA TERESA 

«Non ho mai trovato tanta disponibilità all’ascolto come nei frati di via Mazzini, loro ci sono sempre per tutti», dichiara Nadia V.
«Frequento la chiesa di Santa Teresa da quando sono bambina e i frati hanno sempre rappresentato per me, come lo era stato per i miei genitori, una presenza costante e rassicurante, ma anche una luce nei momenti più bui che ho attraversato», scrive invece Antonella B.
Sia nelle email che nei commenti sui social emerge come la chiesa di Santa Teresa sia un punto fermo per la comunità. «È una casa per tutti, un luogo dove la carità non è una parola astratta, ma si trasforma in accoglienza reale per chi è solo o soffre. Non possiamo restare indifferenti mentre una luce così pura rischia di spegnersi. Santa Teresa appartiene a chi la vive, a chi vi trova conforto e a chi crede che la solidarietà sia l’unico modo per guarire le ferite del mondo. Faccio appello a tutti affinché questa voce non resti isolata: salviamo questo luogo di pace», sottolinea Roberto C.

IL VESCOVO MARCO BUSCA: “LA CHIESA RESTERA’ APERTA AL CULTO”

Sulla chiusura del convento è intanto già intervenuto il vescovo di Mantova, Marco Busca, che spiega come la scelta di soppressione di questo, efficace dal punto di vista giuridico dal 31 gennaio, sia arrivata dal Padre generale e che quindi sia impensabile un ripensamento. «Si tratta, tra l’altro, di una riorganizzazione della distribuzione dei frati nella Provincia lombardo-veneta iniziata nel 2022. Anche loro si trovano infatti in un numero sempre più esiguo e, a Mantova, non sarebbe stato possibile assicurare un ricambio ai frati che ci sono ora, tutti anziani».
Il vescovo rassicura in ogni caso che «la chiesa di Santa Teresa rimarrà aperta al culto. Alla Diocesi servirà però un po’ di tempo per organizzare un servizio religioso adeguato e integrato nell’animazione spirituale e pastorale della città. Ci sono quindi richieste pazienza e spirito collaborativo per comprendere le scelte migliori che sarà possibile compiere, al fine di mantenere viva questa realtà alla quale molti mantovani sono affezionati».
Monsignor Busca spiega inoltre che la chiesa è di proprietà del Demanio e che sarà quindi necessario un confronto con la Soprintendenza. Il convento, invece, è di proprietà dell’Ordine, che deciderà cosa farne.
Il vescovo rivolge un ringraziamento ai padri carmelitani presenti e a tutti coloro che hanno trascorso anni di vita e di servizio nella comunità mantovana, ricordando come abbiano rappresentato un punto di riferimento prezioso. A tal proposito ricorda che, in occasione della Messa vespertina nella chiesa di Santa Teresa domenica 22 febbraio, la comunità mantovana si stringerà attorno ai padri carmelitani. Sarà presente anche il superiore provinciale, padre Giuseppe Pozzobon.

IL PADRE SUPERIORE: “ANCHE IL NOSTRO ORDINE AFFRONTA IL PROBLEMA DELL’INVECCHIAMENTO E DEL CALO DELLE VOCAZIONI”

È stato proprio quest’ultimo a informare la Diocesi della decisione di chiudere il convento con una lettera di cui il vescovo ha condiviso alcuni passaggi sul sito diocesano:
«Siamo ben consapevoli di tutto il bene e della bella testimonianza cristiana che in tutti questi anni hanno offerto alla Chiesa di questa città i religiosi che sono via via vissuti in quel nostro convento; per questo tante potranno essere le obiezioni e le fatiche di tanti fedeli. Anche il nostro Ordine, come tanti altri, sta affrontando il problema dell’invecchiamento dei religiosi e una concomitante diminuzione delle vocazioni. È una situazione che ci ha costretto dolorosamente a rivedere il numero dei conventi della nostra Provincia. Noi compiamo questo gesto volendo cercare la volontà del Signore e pienamente consapevoli del dolore e dello sbigottimento di tanti, per i quali continuiamo a pregare. “Dio solo basta”, ci ricordava la nostra Madre Teresa di Gesù. A Lui affidiamo la vita di tanti fratelli e sorelle che soffriranno per questa decisione».