In centinaia per l’ultimo saluto ad Anna, don Valerio: “sei stata un dono per chi ti ha conosciuto”

CAMPITELLO (MARCARIA) – Chiesa gremita questa mattina per l’ultimo saluto ad Anna Malatesta, la giovane di 20 anni tragicamente scomparsa lunedì notte a causa di un malore. Due le comunità in lutto: quella di Campitello, dove Anna abitava, e quella di Castellucchio, dove lavorava e praticava pallavolo, senza dimenticare Sarginesco, il paese d’origine della madre. Una folla silenziosa di centinaia di persone parenti, amici, compagni di scuola e di squadra, ma anche da tante persone colpite dalla tragedia, che hanno voluto stringersi attorno alla famiglia di Anna.
Il dolore era profondo, segnato da lacrime e abbracci per una vita spezzata troppo presto. “Non aspettatevi parole di consolazione da me, perché non ne ho”, ha detto nell’omelia don Valerio Antonioli, parroco di Sarginesco, che aveva visto Anna crescere e che ha celebrato la funzione insieme a don Andrea Barbieri, parroco di Campitello. “Non meravigliatevi se in momenti come questo la fede vacilla – ha sottolineato don Valerio -non ho vergogna ad ammettere che quando ho saputo della sua morte, ho avuto un pensiero cattivo”.
Proseguendo con la voce rotta dall’emozione, Don Valerio ha ricordato una notte di 11 anni fa, quando la comunità si era raccolta in preghiera per la vita di Anna, che dipendeva da un trapianto di cuore, e che fu salvata grazie all’arrivo dell’organo. “Ma oggi, quando ho saputo della sua morte, mi sono chiesto: la grazia di Dio ha una scadenza?”, ha detto, esprimendo il suo smarrimento davanti al mistero della morte di una giovane di soli 20 anni. “Ci sentiamo piccoli e impotenti di fronte a questo dolore, senza risposte che possano colmarlo”.

Don Valerio ha poi rivolto un pensiero ai giovani presenti. “Vedo tante lacrime sincere. Solo grazie alla preghiera potremo trovare conforto. Siamo qui per ricordarci che non esiste un’età prestabilita per vivere o per morire. Alla fine, non sono gli anni che contano, ma la vita che mettiamo in essi. La maggior parte delle persone esiste, ma ci vuole coraggio per vivere. Ecco, il mio consiglio è di mettere più vita nei nostri giorni”.

Tornando al ricordo di Anna, Don Valerio ha aggiunto: “Sarebbe stata una grande tragedia se fosse morta a 9 anni. Gli 11 anni che ha vissuto le hanno concesso la possibilità di essere un dono per chi l’ha incontrata. La sua morte è uno tsunami che ha sconvolto la sua famiglia. Chissà quando, e se mai, tornerà il sereno. Ma nella vita non dobbiamo aspettare che passi la tempesta, dobbiamo imparare a danzare sotto la pioggia, e il miglior modo per farlo è con la preghiera”.

Una foto di Anna con la sua squadra, accompagnata da un pallone da pallavolo, sua grande passione, è stata portata vicino alla bara come dono simbolico. A prendere la parola sono state le compagne di squadra: “Oggi siamo qui tutti insieme con un peso nel cuore che nessuno di noi avrebbe mai voluto conoscere. Siamo qui per salutare una compagna di squadra, un’amica, una persona che ha condiviso con noi non solo il campo, gli allenamenti, le partite, ma anche i sorrisi, le paure, le fatiche, le vittorie e le delusioni. Quella parte di vita che solo chi gioca insieme può capire. Tra poco torneremo in palestra e cercheremo il tuo sorriso, il tuo posto, ma tu non ci sarai più. Questo colpo ci ha messo a terra, più di qualsiasi sconfitta. Non esiste una tattica per affrontare questo strazio, c’è solo un dolore immenso. Quel posto, Anna, sarà sempre tuo. Ci mancheranno i tuoi pallonetti imprevedibili, la tua grinta, la tua determinazione nel lanciarti su ogni palla come se fosse l’ultima. In quei gesti c’era tutto il tuo cuore e la tua voglia di esserci, di lottare, di vivere. Siamo sicure che continuerai ad accompagnarci in ogni azione, in ogni abbraccio. Sarai la voce che ci ricorderà di crederci e di non mollare mai. Il nostro saluto non è un addio, ma un invito a continuare a restare con noi, in un modo diverso. Ogni volta che entreremo in campo, sarà impossibile non pensarti. Oggi ti salutiamo, ma domani e sempre sarai con noi, farai sempre parte della nostra squadra. Ciao Anna.”

Un messaggio di conforto è giunto anche dal Vescovo Busca: “Gli amici e la comunità, 11 anni fa, hanno pregato per Anna e per un cuore nuovo, affinché la vita di una bambina potesse crescere insieme ai suoi fratellini. Oggi, con il cuore spezzato dal dolore, consegnate Anna nelle mani del Padre della vita. Lui solo può compiere per lei il trapianto definitivo, dal cuore della terra a quello del cielo. Mi unisco alle vostre preghiere affinché Anna, vestita di luce, possa godere la vita del Padre e consolare la sua cara famiglia”.

Al termine della cerimonia, l’ultimo saluto è stato dato sul sagrato della chiesa, prima che il corteo si dirigesse verso il cimitero di Sarginesco, dove Anna riposerà.

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