Levata, il quartiere Canova alza la voce: “Nessuna visione, strade insicure, niente spazi d’incontro”

LEVATA (CURTATONE) – Qualità urbana, verde, sicurezza e spazi di comunità: sono queste le richieste che si levano dal quartiere Canova dopo l’approvazione del nuovo Piano Attuativo per il completamento della lottizzazione. I residenti parlano infatti di occasione mancata e denunciano scelte prive di una visione complessiva, mentre chiedono trasparenza sulle risorse incassate dal Comune e interventi concreti per restituire vivibilità a un’area che — sostengono — per anni è rimasta ai margini delle priorità amministrative.

Secondo gli abitanti, il nuovo Piano Attuativo di lottizzazione “Canova”  approvato lo scorso gennaio non avrebbe tenuto conto del necessario equilibrio tra interessi privati e interessi collettivi: questo è il cuore della protesta, espressa attraverso una serie di osservazioni formali. Nel dettaglio, i cittadini dichiarano: «Il nostro quartiere ha vissuto anni di inerzia amministrativa, legata alle vicissitudini fallimentari del precedente lottizzante, che hanno determinato lo stallo del nostro territorio. Abbiamo vissuto il degrado e l’abbandono urbano, abbiamo visto svalutare le nostre abitazioni, abbiamo percepito la qualità della nostra vita relegata al margine dell’agenda».
I residenti ritengono inoltre sia giunto il momento di conoscere quanto il Comune abbia effettivamente incassato dall’escussione della polizza fideiussoria riferita al precedente lottizzante, poi fallito, e in che modo tali risorse verranno destinate al quartiere Canova.

La delusione risulta ancora maggiore perché la serie di osservazioni e proposte presentate non ha avuto seguito. Gli abitanti denunciano «un rifiuto sistematico di tutto ciò che avrebbe richiesto pensiero strategico, coraggio amministrativo, visione territoriale», domandandosi se l’amministrazione stia prendendo decisioni senza un disegno unitario, con scelte isolate e prive di una visione complessiva. Tra le problematiche emerse viene segnalato anche il taglio degli alberi, al quale non sarebbe seguita la piantumazione di nuove essenze per compensare la perdita di verde e restituire qualità urbana al territorio, evidenziando — secondo i residenti — una scarsa attenzione all’ambiente.

Critica anche la situazione della strada comunale di via Caduti del Lavoro che, come affermano gli abitanti, «è diventata una pista dove le auto sfrecciano senza controllo: le richieste di vera riqualificazione urbana di questo tratto stradale, con attraversamenti pedonali protetti, semafori, dossi rialzati e autovelox, sono rimaste inascoltate». Infine i residenti pongono l’accento sulla dimensione sociale: percezione di insicurezza e qualità della vita in calo, soprattutto per le fasce più giovani che non trovano alcuno spazio pensato per loro. «Manca completamente un disegno di spazi dove le persone possano incontrarsi, stare fuori casa, far crescere relazioni e comunità. Il quartiere viene configurato come un comparto residenziale chiuso in sé stesso, un quartiere dormitorio: abitazioni poco attrattive, potenziale invenduto, spazi residenziali che faticano a popolarsi e a mantenere vitalità nel tempo».

La delusione dei residenti è alimentata anche dal fatto che le osservazioni presentate siano state ignorate, eccetto per gli obblighi ordinari di legge. «Sarà inaccettabile se l’attuale amministrazione, in campagna elettorale, proverà a presentare il semplice completamento delle opere come un proprio successo, quando per anni il quartiere è stato lasciato in disparte e i cittadini hanno dovuto supplire a un’assenza di governo del territorio» concludono gli abitanti del quartiere.