MANTOVA – Raffaele Zancuoghi ha lasciato il Consiglio comunale di Mantova. Il candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni di maggio ha depositato questa mattina, lunedì 19 ottobre, le proprie dimissioni all’ufficio di presidenza del Consiglio, chiudendo dopo solo quattro mesi la sua esperienza nell’aula di via Roma.
Una decisione maturata dopo alcune settimane di riflessione, durante le quali Zancuoghi aveva già confermato di valutare un passo indietro. Al suo posto entrerà Francesco Avanzini, giovane esponente di Fratelli d’Italia: il seggio spettava infatti al partito di Giorgia Meloni, che porterà così a cinque i propri rappresentanti in Consiglio. Zancuoghi aveva invece aderito al gruppo misto.
Il ruolo in Tea e il possibile conflitto di interessi
Tra le ragioni alla base delle dimissioni c’è la volontà di evitare possibili contestazioni legate al suo incarico professionale. Zancuoghi lavora per Tea Reteluce, società del gruppo Tea, come responsabile degli impianti termici degli edifici di proprietà comunale. Un’attività che lo porta a confrontarsi quotidianamente con il Comune di Mantova. Un possibile conflitto di interessi sul quale però, al momento, nessuna forza politica aveva sollevato obiezioni, ma che lo stesso Zancuoghi aveva indicato tra gli elementi al centro delle proprie valutazioni.
«Sono un dipendente Tea e ho un ruolo per cui praticamente ogni giorno mi confronto con il Comune di Mantova. Ho affrontato la questione di un possibile conflitto di interessi con la società», aveva spiegato nelle scorse settimane, precisando che l’eventuale rinuncia al seggio sarebbe stata una scelta autonoma: «Nessuno mi sta forzando verso questa decisione e non c’è alcuna forzatura da parte politica».
Anche i numerosi impegni nella scelta
Accanto alla questione professionale, Zancuoghi aveva richiamato anche i numerosi impegni familiari e quelli sta portando avanti come presidente della Canottieri Mincio.

















