Iran avverte il presidente Usa, Donald Trump: ‘Fate attenzione a non essere eliminati voi, non abbiamo paura delle vostre minacce vuote’, dice il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, dopo che il tycoon aveva minacciato un attacco più duro se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz.
Intanto nuovi raid di Israele e Usa contro l’Iran oggi, martedì 10 marzo 2026. I “più pesanti da quando Washington ha lanciato la guerra 10 giorni fa”, secondo il segretario alla Difesa Pete Hegseth che, in una conferenza stampa al Pentagono, ha ribadito: “Avanti fino alla sconfitta completa del nemico”.Oggi l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, ha detto a Cnbc: “Risolveremo la situazione in un modo nell’altro, quindi vediamo se gli iraniani vogliano parlare. Se lo fanno, sono sicuro che il presidente sarebbe disposto ad ascoltarli”.
Il ministro degli esteri Abbas Araghchi aveva affermato che il suo Paese è pronto a continuare i raid missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all’ordine del giorno. La risposta a Trump è arrivata anche dalle Guardie rivoluzionarie iraniane. “Siamo noi a determinare la fine della guerra”, hanno dichiarato i Pasdaran.
ITALIA, REGNO UNITO E GERMANIA AL LAVORO PER PROTEGGERE LE NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ
Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell’Iran”. E’ quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d’Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. E’ stata inoltre sottolineata “l’importanza vitale della libertà di navigazione” e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni. Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l’attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran. Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta “lavorando a stretto contatto” coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz “mentre il quadro delle minacce evolve”, ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando.












