MANTOVA – Per trent’anni è stato uno dei simboli della zootecnia mantovana, un punto di riferimento prezioso per gli allevatori e per chiunque si interfacciasse con quel mondo. Non stupisce il cordoglio che in queste ultime ore si è rapidamente diffuso alla notizia della scomparsa a 81 anni di Isalberto Badalotti, lo storico direttore dell’Associazione Mantovana Allevatori di cui fu uno dei grandi protagonisti fino al 2011 quando decise di lasciare.
“Isalberto Badalotti è stato una figura unica per la crescita della zootecnia, con una visione all’avanguardia e una capacità di dialogare e operare con l’obiettivo di migliorare l’allevamento e la vita degli allevatori”. Così commenta Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova, la scomparsa di Badalotti, “protagonista di una rivoluzione che ha accompagnato la zootecnia, proiettandola in una nuova era dove benessere animale, qualità delle produzioni, crescita delle aziende sono stati al centro del lavoro di una delle Apa indiscutibilmente al vertice del sistema allevatoriale nazionale”.
“Ho condiviso con Isalberto un’avventura lunga 40 anni e lo ricordo come figura irripetibile per la sua intraprendenza nell’essere sempre un passo avanti ad indicare la rotta e la sua capacità di dialogo, visione, unità – dichiara Alberto Zilocchi, presidente per un decennio dell’Associazione mantovana allevatori -. Nel 2006 fu una grande emozione ricevere il premio a Roma come migliore Apa d’Italia”.
Si unisce al cordoglio della famiglia di Badalotti, che era anche veterinario e a sua volta allevatore con azienda a Borgo Virgilio, pure Paolo Carra, storico presidente di Coldiretti Mantova e del Consorzio Virgilio: “Isalberto Badalotti è stato un uomo in primo luogo leale e un professionista dotato di grande competenza, che credeva fino in fondo al sistema allevatoriale e che ha contribuito alla crescita del sistema allevatoriale a livello nazionale; se oggi Mantova è ai vertici del sistema zootecnico è grazie a persone come Badalotti”.
Fra i traguardi raggiunti sotto la lunga dirigenza di Badalotti all’Associazione mantovana allevatori, ricorda Coldiretti Mantova, la spinta verso gli animali “liberi” in stalla e una selezione genetica attenta a migliorare i bovini sotto gli aspetti della produttività, funzionalità, longevità e salubrità, l’etichettatura volontaria delle carni bovine, la tracciabilità nella produzione e trasformazione del latte, l’introduzione delle assicurazioni degli animali, la costituzione di una cooperativa gestita dagli allevatori per la commercializzazione dei bovini, l’adozione nelle stalle mantovane – ancora una volta primi in Italia – dei sistemi di refrigerazione del latte per migliorare salubrità e conservazione.
“Isalberto Badalotti ha dato moltissimo alla zootecnia mantovana – sostiene Roberto Chizzoni, già presidente dell’Apa di Mantova -. È stato un simbolo per gli allevatori, ha lasciato il segno per la lungimiranza, l’impegno quotidiano sul lavoro e la sua indiscutibile capacità di unire gli allevatori anche sul piano umano e personale”.














