MANTOVA – Il mese di luglio sarà determinante per le sorti della campagna maidicola. A lanciare l’allarme è Confai Mantova, che richiama l’attenzione sugli effetti delle alte temperature e della siccità, in una fase cruciale per lo sviluppo della coltura. A pesare sono anche l’aumento dei costi di produzione, il calo dell’autosufficienza nazionale e gli effetti del cambiamento climatico, che mettono sotto pressione uno dei comparti strategici per l’agricoltura e la zootecnia della Pianura Padana.
Secondo Marco Speziali, presidente di Confai Mantova, il mais dovrebbe tornare al centro delle politiche di sostegno europee. “Il tasso di autoapprovvigionamento italiano è sceso al 40,4% nella campagna 2024-2025, perdendo quasi 15 punti percentuali in cinque anni. È necessario garantire una maggiore redditività ai produttori e valutare l’introduzione degli aiuti accoppiati nella Politica agricola comune per rilanciare una coltura fondamentale per il territorio”.
Per l’associazione il rischio è quello di una crescente dipendenza dalle importazioni proprio in una fase caratterizzata da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati. A rendere ancora più complesso il quadro è la tropicalizzazione del clima, che oltre a incidere sulle rese favorisce la presenza di aflatossine, con possibili ripercussioni sull’impiego del mais nell’alimentazione degli allevamenti da latte.
L’attenzione è rivolta soprattutto alle prossime settimane. “La disponibilità d’acqua e le nuove ondate di calore previste renderanno luglio un mese decisivo per la coltura”, osserva Speziali, ricordando come in Francia si ipotizzino perdite produttive fino al 30%, con il rischio di registrare il raccolto di mais più basso degli ultimi ventisei anni.
L’ondata di caldo che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio ha interessato gran parte dell’Europa, con temperature superiori ai 40 gradi in diverse aree, potrebbe infatti compromettere ulteriormente le produzioni continentali. Secondo le elaborazioni di Teseo-Clal, il tasso di autoapprovvigionamento dell’Unione europea è già passato dall’86,2% della campagna 2020-2021 al 78,6% del 2024-2025.
Sul fronte della gestione delle coltivazioni, il direttore di Confai Mantova, Stefano Bonisoli, sottolinea l’importanza di un uso efficiente delle risorse idriche. “La disponibilità di acqua e la corretta gestione dell’irrigazione, anche attraverso strumenti tecnologici e applicazioni che consentono di ottimizzare i consumi, saranno determinanti. In prospettiva anche le Tecniche di evoluzione assistita potranno offrire un contributo per rendere il mais più resiliente, una coltura che resta insostituibile nell’alimentazione di molti animali da reddito”.
Anche lo scenario internazionale alimenta le preoccupazioni. Le stime del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti indicano una produzione mondiale in flessione, a fronte di consumi in crescita e di una conseguente riduzione delle scorte. Un quadro che potrebbe essere ulteriormente rivisto nelle prossime settimane alla luce degli effetti delle elevate temperature registrate in Europa e Nord America, con previsioni di raccolti in calo anche in Paesi come Romania, Ungheria e Polonia.


















