Mantova-Leopoli, gemellaggio che cresce: nove operatori ucraini per imparare dalle strutture mantovane

MANTOVA – Un gemellaggio che arricchisce due comunità. È quello tra la Diocesi di Mantova e la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina di Leopoli, nato nel 1999 e che, in questi 27 anni, ha visto trasformarsi e intensificarsi gli scambi tra le due realtà.

A testimonianza di questa amicizia, per una settimana saranno a Mantova nove operatori socio-sanitari ucraini impegnati nel settore della disabilità, che visiteranno diverse realtà del territorio virgiliano per comprenderne il funzionamento e trarne spunto.

“Dopo 27 anni abbiamo ampliato le iniziative già esistenti, soprattutto per quanto riguardava l’apprendimento della lingua italiana – spiega don Samuele Bignotti, coordinatore per il gemellaggio Mantova-Leopoli – abbiamo visitato, insieme a molti volontari mantovani, i luoghi dell’Ucraina che ci sono stati indicati come più sensibili ed è così che abbiamo conosciuto la Caritas parrocchiale di Legnana, una zona molto povera della campagna fuori Leopoli. Lì abbiamo incontrato il direttore, padre Andrii, che ci ha mostrato le attività in corso: oltre alle coltivazioni, è presente anche un centro per disabili adulti che ora vogliamo sostenere attraverso questa esperienza di formazione del personale qui nel Mantovano”.
Presenti a Mantova la direttrice dell’orfanotrofio, assistenti sociali e infermiere: in totale nove persone che, per una settimana, conosceranno le strutture mantovane per acquisire nuove competenze da applicare al loro rientro. Tra queste realtà figurano anche la Casa del Sole di Curtatone, dove alloggiano durante la permanenza a Mantova, e la cooperativa Simpatria di Suzzara.

“In Ucraina lavoro come parroco con una filiale della Caritas – commenta padre Andrii Lukachyk – abbiamo un istituto che accoglie adulti disabili senza famiglia. Siamo venuti a Mantova per capire come lavorate nei vostri istituti e portare questa esperienza in Ucraina, dove intendiamo realizzare una struttura dedicata proprio al sostegno delle persone con disabilità e alla loro riabilitazione. Siamo molto contenti di questa nuova esperienza, che ci aiuterà a lavorare meglio”.

Cosa resta dopo incontri come questo? “Ai volontari mantovani che ospitano queste persone – conclude Bignotti – resta un cuore molto più grande. Riconoscono di uscire da questa esperienza con una maggiore capacità di accoglienza, anche verso chi non può offrire nulla di materiale, ma dona un’amicizia destinata a durare nel tempo. L’accoglienza diventa così un’opportunità di crescita anche nella fede”.
“Ai ragazzi ucraini dai 12 ai 16 anni che sono stati a Mantova la scorsa estate resta il calore ricevuto, l’accoglienza e l’attenzione dei volontari – aggiunge padre Andrii – tornati a casa, continuano a raccontare quanto si siano trovati bene ed è per questo che ci piacerebbe riproporre queste esperienze anche in futuro. A noi adulti resta il confronto con una importante realtà come la vostra e tante idee per come lavorare nel nostro paese”.

Presenti questa mattina, durante la visita alla cooperativa Abramo, anche Matteo Amati, direttore della Caritas diocesana, Emanuele Torelli, presidente della Casa del Sole, e alcuni rappresentanti delle cooperative che si occuperanno di accogliere  nei prossimi giorni il gruppo nelle diverse zone del Mantovano.

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