La transizione demografica, i modelli di previsione statistica riguardanti l’invecchiamento della popolazione e le sfide per il sistema previdenziale, il welfare e il mondo del lavoro sono stati i temi affrontati oggi dallo Spi Cgil di Mantova e dall’Agb Cgil di Bolzano nel convegno “Demografia e le risposte della politica”, ospitato all’Hotel Four Points by Sheraton di Bolzano. Il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione rappresentano alcune delle sfide più complesse per la tenuta sociale ed economica del futuro, specialmente nel nostro Paese.
Il convegno è stato aperto dal segretario Spi/Lgr di Bolzano Alfred Ebner e dal segretario provinciale Spi Cgil di Mantova Ferdinando Colleoni. Sono poi intervenuti il professore di statistica ed economia Gerd Bosbach, la vicesindaca di Mantova Chiara Sortino in videocollegamento, il ricercatore mantovano nel campo delle scienze sociali e umanistiche Massimiliano Fontana, il coordinatore dell’Alta Scuola Spi Cgil Fulvio Fammoni e la segretaria generale Spi Cgil Tania Scacchetti.
Colleoni: «Nel Mantovano gli over 65 si avvicinano al 30%»
«In provincia di Mantova ci stiamo avvicinando al 30 per cento della popolazione con più di 65 anni – ha evidenziato Colleoni –. Per il sindacato è un tema estremamente importante perché più aumentano le persone in età pensionabile e più servono risorse per pagare le pensioni. Ma ci sono anche altri temi altrettanto importanti, come la sanità, la non autosufficienza e la qualità della vita dopo i 65 anni.
In passato in Italia avevamo un’alta natalità e un’alta mortalità. Oggi la demografia ci restituisce il quadro di un’Italia ricca, con una bassa natalità e un rapido invecchiamento».
«Gli effetti dell’inverno demografico – ha osservato Fontana – variano profondamente tra aree urbane e territori rurali: servizi, opportunità di lavoro, mobilità e reti familiari incidono in modo diverso su natalità, invecchiamento e spopolamento. Il fenomeno mette sotto pressione welfare, sanità, pensioni, scuola e mercato del lavoro; sul piano locale si traduce in chiusura o riduzione dei servizi, perdita di capitale umano e necessità di politiche territoriali mirate».
Sortino: «A Mantova duemila ultraottantenni soli, puntiamo sull’assistenza a casa»
Un’esperienza del territorio messa sotto i riflettori del convegno è stata quella del Comune di Mantova. «L’assessorato al Welfare – ha sottolineato Sortino – sta riorganizzando i propri servizi per rispondere all’aumento della popolazione anziana. Sono duemila gli ultraottantenni soli in città. La strategia principale è passare sempre più dall’istituzionalizzazione all’assistenza diffusa, rimettendo al centro la casa e la vita attiva. La priorità del Comune è permettere all’anziano di rimanere nel proprio ambiente domestico il più a lungo possibile, riducendo i ricoveri nelle Rsa».
«Un altro ambito di attenzione – ha proseguito – riguarda l’invecchiamento attivo e il contrasto alla solitudine, attraverso la creazione di reti di quartiere e la valorizzazione dei luoghi di aggregazione esistenti, per contrastare l’isolamento sociale e il decadimento cognitivo».
Fiorenzo Cariola
















