MANTOVA – Due quattordicenni denunciati e allontanati per due anni da una vasta area della città dopo aver acceso e sventolato un fumogeno nero in corso della Libertà, nei pressi della Galleria Ferri. È il provvedimento adottato dalla Questura di Mantova nei confronti dei due giovanissimi protagonisti dell’episodio avvenuto sabato 17 ottobre, ripreso in un video diventato virale sui social e che aveva suscitato indignazione e preoccupazione tra i cittadini. La Polizia di Stato ha inoltre denunciato uno studente che, utilizzando l’intelligenza artificiale, avrebbe confezionato e diffuso un falso comunicato di allerta su presunte violenze e disordini nelle scuole mantovane, provocando allarme tra studenti e famiglie.
Il primo episodio si era verificato sotto i portici di corso della Libertà, davanti al negozio Tigotà, dove un gruppo di otto giovanissimi si era radunato attorno a uno dei componenti. Le immagini, circolate rapidamente sui social, mostravano un ragazzo con il cappuccio alzato e il viso coperto mentre accendeva un fumogeno nero, per poi passarlo a un compagno che si spostava al centro della carreggiata, arrivando anche a infastidire un giovane in transito su un monopattino.
Una scena che aveva alimentato le proteste dei cittadini, già esasperati da comportamenti analoghi nel centro storico da gruppi dei cosiddetti “maranza”. Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile hanno consentito di individuare i due quattordicenni, denunciati per le condotte legate all’accensione e all’utilizzo del fumogeno in luogo pubblico, in circostanze ritenute potenzialmente pericolose per l’incolumità delle persone. A uno dei due è stata inoltre contestata la violazione relativa al porto di strumenti atti a nascondere il volto.
Per entrambi è scattato anche il Dacur o Daspo Urbano, il divieto di accesso alle aree urbane, disposto dal questore Guglielmo Toscano. Il provvedimento impedirà ai due ragazzi di accedere per i prossimi due anni a una vasta zona della città. Una misura finalizzata a prevenire il ripetersi di comportamenti pericolosi e a tutelare la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici.
Ma l’attività investigativa della Questura ha portato anche a un’altra denuncia, questa volta per procurato allarme. La Digos ha infatti identificato uno studente, anche lui minorenne, che avrebbe utilizzato un programma di intelligenza artificiale per realizzare un falso documento, dall’aspetto simile a quello di una comunicazione ufficiale, nel quale si metteva in guardia la popolazione da presunte azioni violente che gruppi di giovani avrebbero compiuto all’interno degli istituti scolastici e in alcune zone della città.
Il documento aveva cominciato a circolare martedì scorso, passando rapidamente da una chat all’altra e raggiungendo numerosi studenti, genitori e insegnanti. I messaggi annunciavano possibili disordini e aggressioni nelle scuole e all’uscita dalle lezioni, provocando un clima di forte preoccupazione. La diffusione incontrollata dell’immagine, apparentemente riconducibile a una fonte ufficiale, aveva contribuito ad alimentare le paure delle famiglie.
Grazie anche alla collaborazione del personale scolastico, gli investigatori della Digos sono riusciti a risalire al presunto autore del falso avviso, denunciato all’autorità giudiziaria per procurato allarme.
















