Marcia e Festival della Pace, oltre mille in piazza: “sogniamo un futuro senza guerre”

MANTOVA – Più di mille persone in silenzio lungo le vie di Mantova, senza sigle né bandiere a parte quella della pace. Una tradizione che si rinnova ogni ultima domenica di gennaio, quella della marcia della pace che quest’anno si trasforma anche in un festival organizzato in piazza Sordello, destinazione finale della camminata partita da piazza Martiri di Belfiore.

Un appuntamento che si rinnova e si amplia ogni anno fino a toccare il record dell’edizione 2026 di quasi cinquanta associazioni e realtà del territorio presenti, un mondo eterogeneo che va dalla Caritas al Tavolo della Pace, dagli scout alla comunità sikh, ma che si ritrovano “per marciare insieme non solo oggi, ma anche in tutti i mesi precedenti questo evento e quelli successivi”, rimarca don Alberto Formigoni, Vicario generale della Diocesi di Mantova che fa le veci del Vescovo, impegnato ad Asola.

Ritrovarsi, amalgare le differenze, unirsi in un unico movimento. E soprattutto: disarmarsi, una parola ricorrente nel breve discorso di don Formigoni. Il corteo parte con lo striscione “Intrecci di pace” tenuto dai bambini, attraversa le vie e le piazze del centro in rispettoso silenzio, arriva in piazza Sordello dove sono allestiti i gazebo delle associazioni e dove chiunque può prendere parte a sei laboratori organizzati dal Tavolo per il Bene Comune che, insieme alla Diocesi, ha messo in piedi il tutto.

“Quest’anno siamo molto grati di aver avuto una forte partecipazione da parte di tantissime associazioni, mai come prima d’ora, penso, per la marcia della pace. – sottolinea Beatrice Morelli del Tavolo per il Bene Comune – Sono tanti anni che portiamo avanti questa iniziativa, ma quest’anno abbiamo deciso di rinnovarla per farla diventare non più solo una marcia, ma un festival della pace, in modo che ogni associazione possa portare il proprio contributo non solo di quello che si fa in questa singola giornata, ma anche di quello che è stato fatto precedentemente e della pace che si sogna in futuro”.

“Per noi è un appuntamento annuale e fisso – afferma Matteo Amati, Direttore della Caritas diocesana – che negli anni ha portato sempre più associazioni ad avvicinarsi a questa esperienza. Oggi sono 48 quelle che hanno dato una mano e la risposta è la presenza di più di mille persone in piazza. E’ bello che ogni anno questa manifestazione metta insieme realtà anche completamente diverse. Abbiamo anche dei ragazzi sikh che ci hanno dato una mano, gli scout, associazioni laiche e del mondo cattolico. E’ una società intera che prova a esprimere il suo no alla guerra”.