GONZAGA – Oltre 25mila ingressi paganti, tanti giovani e un rinnovato interesse per l’agricoltura. La Fiera Millenaria di Gonzaga riparte da questi risultati per consolidare il rilancio e preparare i prossimi appuntamenti. Il presidente Matteo Lasagna traccia un bilancio dell’edizione di settembre, tra riscontri positivi, aspetti da migliorare e un percorso di risanamento economico avviato ma ovviamente ancora da completare. All’orizzonte, il possibile dialogo con Festivaletteratura e l’arrivo del Dairy Show, la mostra bovina internazionale, a Bovimac nel febbraio 2027.
Presidente, gli oltre 25mila ingressi alla Millenaria sono stati tutti paganti?
«Sì, sono tutti paganti ed è un risultato positivo. Abbiamo cominciato a riportare la Millenaria sulla strada giusta, secondo la nostra idea di fiera. Le presenze effettive sono state ancora maggiori, grazie all’abbonamento non nominativo introdotto quest’anno, che consentiva fino a cinque ingressi. Abbiamo anche questo conteggio, ma per ora preferiamo fermarci al dato dei paganti. Siamo all’inizio di un lungo lavoro di rilancio, che passa dalla manifestazione di settembre e dagli altri appuntamenti avviati lo scorso anno, da riproporre con i miglioramenti suggeriti dall’esperienza».
Al di là dei numeri, quale segnale l’ha colpita maggiormente?
«La partecipazione dei giovani. Vedere tanti ragazzi ci ha dimostrato che la fiera sa ancora attrarre nuove generazioni e ci fa ben sperare, soprattutto per la prossima Millenaria. Vogliamo continuare a unire tradizione e innovazione, introducendo novità senza perdere il legame con il passato».
La rievocazione storica ha rappresentato una parte importante di questa formula. Che valore le attribuisce?
«Non abbiamo voluto proporre una semplice sfilata in costume, ma raccontare la nostra storia. Francesco II Gonzaga e Isabella d’Este sono realmente esistiti e ricordarli deve suscitare partecipazione, ma anche orgoglio per il passato di questo territorio. Mantova aveva rapporti strettissimi con il papato e con le grandi famiglie aristocratiche europee: è una memoria che merita di essere valorizzata».
Sarà confermata? E potrebbe essere proposta anche fuori dalla fiera?«Assolutamente sì. La rievocazione è un elemento fondamentale della Millenaria, ma non deve esaurirsi nei giorni di settembre. La proporremo anche alla città e agli altri comuni della provincia: spetterà poi agli amministratori e alle realtà economiche coglierne il valore.Stiamo pensando anche a una rassegna fotografica che racconti questa esperienza. Per il prossimo anno sono previsti nuovi abiti e altre novità: vogliamo continuare a migliorarla, senza aspettare necessariamente la prossima fiera per riproporla».
Agricoltura, animali e prove in campo resteranno centrali?
«Sì, saranno tutti elementi confermati e potenziati. Non possiamo limitarci a ripetere quanto fatto quest’anno: vogliamo aumentare le prove in campo e la presenza degli animali, introducendo nuove proposte. Il lavoro è già cominciato».
La prossima edizione si svolgerà dall’8 al 12 settembre. Perché questa scelta?
«Per due ragioni. La prima è evitare la sovrapposizione con una manifestazione dedicata alle razze bovine che si tiene in Piemonte nel primo fine settimana di settembre. Potremo così avere gli animali per tutta la durata della Millenaria. La seconda è la concomitanza con Festivaletteratura. Non cerchiamo una competizione, ma un dialogo: vorremmo che il festival tornasse a guardare a Gonzaga, come in passato, e che Gonzaga guardasse al festival. Ci piacerebbe ospitare autori e iniziative in fiera. È un progetto ancora da sviluppare, ma la scelta delle date pone una prima base. Vorremmo inoltre inserire una libreria tra gli stand, con la possibilità di acquistare libri. Può essere un’attrazione per il pubblico e un modo per valorizzare ciò che si fa a Mantova».
Sul piano economico, è stato raggiunto l’obiettivo di chiudere con un risultato positivo o una perdita contenuta?
«È presto per dirlo: dobbiamo completare la verifica dei conti della manifestazione. Le prime indicazioni sono però positive e ci aspettiamo che si riflettano sul bilancio del 2026. L’obiettivo condiviso con il Consiglio di amministrazione e i soci è contenere il più possibile la perdita. Partivamo da meno 242mila euro nel 2024 e meno 180mila nel 2025. Se riusciremo a scendere abbondantemente sotto i 100mila euro, saremo stati all’altezza della situazione. È un percorso lungo e faticoso, ma credo che siamo sulla strada giusta».
Quali aspetti hanno invece bisogno di essere migliorati?
«La sicurezza del quartiere fieristico e l’organizzazione richiedono un’attenzione costante, soprattutto con un pubblico così numeroso. Durante la manifestazione abbiamo affrontato alcuni imprevisti, intervenendo per evitare disagi ai visitatori. Stiamo raccogliendo le osservazioni arrivate sui social e quelle espresse direttamente dal pubblico. Sono indicazioni utili per correggere gli errori e migliorare le prossime edizioni».
Ci sono anche interventi strutturali da affrontare?
«Il confronto con il Comune di Gonzaga è costante. Stiamo valutando l’affitto o l’acquisto di tensostrutture per ampliare gli spazi espositivi coperti, mentre quelli all’aperto richiedono manutenzione e cura del verde. Tra le priorità c’è anche la climatizzazione: quest’anno abbiamo utilizzato più di venti raffrescatori e cercato di rendere gli ambienti accoglienti nonostante il caldo torrido».
Qual è stato il giudizio degli espositori, in particolare del mondo agricolo?
«Nel complesso li ho trovati soddisfatti: hanno venduto e apprezzato la formula. Ricevere complimenti ci ha rincuorato, perché abbiamo fatto il possibile per accoglierli al meglio. Anche l’assenza di pioggia ci ha aiutato. Ha funzionato bene pure il contributo destinato direttamente alle aziende, una formula costruita con la Camera di commercio, alla quale va un ringraziamento particolare. Riscontri positivi sono arrivati anche dalle mostre, dalla fotografia agli antiquari, e da diversi esercenti del luna park. Collegare queste proposte attraverso un filo conduttore è una strada da proseguire. Questa edizione segna un punto di partenza e una svolta: abbiamo dimostrato che la Millenaria può ancora richiamare un pubblico importante. Non ci accontentiamo, ma abbiamo una base sulla quale lavorare».
Guardando ai prossimi appuntamenti, pensate a novità per Bovimac?
«Stiamo preparando un’edizione diversa rispetto al passato, con il prezioso supporto di Acma, i commercianti mantovani di macchine agricole. L’accordo con l’associazione di razza porterà a Gonzaga il Dairy Show, la mostra bovina internazionale, che negli anni dispari sarà ospitata alla Millenaria, in alternanza con Verona.Prevediamo tra cento e centocinquanta animali e allevatori da tutta Italia. Sarà un’occasione per far conoscere il valore di un territorio in cui la zootecnia è protagonista. Bovimac si terrà il 5, 6 e 7 febbraio 2027. Stiamo già lavorando per essere all’altezza di questo appuntamento, con vacche, manze e vitelle: una manifestazione di cui la nostra provincia dovrebbe essere orgogliosa».

















