Minacce agli amministratori: nel Mantovano due casi nel 2025 a Borgo Mantovano e Roncoferraro

MANTOVA – Sedici atti intimidatori contro amministratori locali e personale della pubblica amministrazione sono stati censiti nel Mantovano dal 2010 al 2025. Due gli episodi registrati nell’ultimo anno, nei comuni di Borgo Mantovano e Roncoferraro. Sono i dati del rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico, che inserisce il territorio mantovano in un quadro regionale segnato dall’aumento delle minacce.
La Lombardia è la regione più colpita del Centro-Nord: nel 2025 gli episodi sono saliti a 30, contro i 19 dell’anno precedente, con un incremento del 58%. Un andamento in controtendenza rispetto al dato nazionale, sceso da 328 a 309 casi, pari a una diminuzione del 6%.

Le intimidazioni hanno interessato 23 comuni lombardi, distribuiti in dieci province su dodici. Il primato della Lombardia nel Centro-Nord si conferma anche considerando l’intero periodo di monitoraggio: dal 2010 al 2025 sono stati censiti 367 episodi in 167 comuni.
La campagna elettorale rappresenta il momento di maggiore rischio. Il monitoraggio di Avviso Pubblico ha rilevato un aumento delle intimidazioni nei mesi da marzo a giugno, solitamente dedicati alle campagne per le elezioni amministrative e regionali. In questo periodo la media delle minacce tende a superare quella annuale: la competizione per il governo dei territori diventa così una fase particolarmente delicata per chi si espone nella vita pubblica.
Le pressioni sui candidati possono puntare a provocarne il ritiro o a condizionarne le scelte. Le conseguenze riguardano quindi anche la libertà del voto e la partecipazione dei cittadini. Il rapporto richiama la necessità di vigilare soprattutto sulle campagne elettorali nei comuni che tornano alle urne dopo uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, dove le organizzazioni criminali possono tentare di recuperare il controllo dell’ente.
Il fenomeno riguarda sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti pubblici. Le minacce possono colpire direttamente le persone oppure rivolgersi contro familiari, municipi, strutture e mezzi destinati ai servizi pubblici. Anche i piccoli comuni restano particolarmente esposti: nel 2025 il 57% degli episodi nazionali si è verificato in centri con meno di 20mila abitanti.