MOTTEGGIANA – Una situazione che definire kafkiana è poco. In via Galileo Galilei, proprio davanti a un’impresa commerciale, un palo dell’illuminazione pubblica è diventato il simbolo di un paradosso burocratico che lascia un imprenditore locale senza risposte e con un pericolo costante sopra la testa.
Tutto è iniziato qualche tempo fa, quando il palo è stato piegato, probabilmente durante la manovra errata di un mezzo ignoto. Il titolare dell’azienda ha subito allertato i Vigili del Fuoco di Suzzara, i quali però si sono limitati a transennare l’area con il nastro biancorosso, non potendo intervenire sulla struttura. Nelle settimane successive, un secondo urto ha peggiorato drasticamente la situazione: la base del palo si è sollevata, incrinando l’asfalto circostante e rendendo il lampione visibilmente instabile.
Nonostante le ripetute segnalazioni, il Comune di Motteggiana si trova con le mani legate. L’area in questione è un lotto privato urbanizzato da un precedente lottizzante, ma su cui è stato installato un punto luce. Qui nasce l’assurdo: il Comune paga regolarmente la bolletta per l’energia elettrica consumata da quel lampione ma non può riparare il palo, perché intervenire con fondi pubblici su una proprietà privata configurerebbe un danno erariale, portando a un probabile richiamo della Corte dei Conti.
L’imprenditore, preoccupato per l’incolumità dei propri dipendenti e dei clienti, oltre che per l’integrità della propria struttura, allarga le braccia sconsolato: «Devo quindi pensare che questa sia terra di nessuno? Se questo palo dovesse cadere sul mio capannone, chi mi pagherebbe i danni? Siamo davanti a un corto circuito istituzionale dove nessuno si prende la responsabilità di un pericolo evidente».
Al momento la situazione resta in stallo: il palo rimane inclinato, in attesa che si trovi un cavillo legale o un accordo tra le parti per evitare che un banale guasto si trasformi in una tragedia annunciata.
















