Muore dopo il match a Viadana: indagine sulla morte di un pugile 28enne

MANTOVA – Era salito sul ring sabato 14 marzo a Viadana, impegnato in un torneo del circuito della Federazione pugilistica lombarda. Sei giorni dopo il ricovero, venerdì 20 marzo, è morto all’ospedale Carlo Poma di Mantova. La vicenda di Kristjan Cekaj, pugile dilettante di 28 anni, è ora al centro di un’indagine della Procura virgiliana che dovrà chiarire se il decesso sia collegato al trauma subito durante l’ultimo incontro.

A darne notizia è la Voce di Mantova, che ricostruisce i passaggi di una tragedia ancora tutta da definire sotto il profilo medico-legale. Il giovane atleta era stato ricoverato in condizioni gravi per un trauma cranico e le prime risultanze dell’autopsia, eseguita nei giorni scorsi dal dottor Dario Raniero dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Verona, sembrerebbero confermare proprio questa diagnosi come causa del decesso.

Resta però da stabilire il nesso causale tra il colpo o i colpi subiti sul ring e la morte del pugile: sarà il perito incaricato a fornire una risposta definitiva. Per il deposito della relazione conclusiva ci sono circa sessanta giorni di tempo. Nel frattempo la Procura di Mantova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto in casi di questo tipo per consentire tutti gli accertamenti necessari.

Il sostituto procuratore Gianlorenzo Franceschini ha già firmato il nulla osta per la sepoltura. La vicenda resta comunque sotto la lente degli inquirenti, che intendono chiarire ogni aspetto dell’accaduto, dalle condizioni dell’incontro fino ai soccorsi e al decorso clinico del pugile.

Kristjan Cekaj, originario dell’Albania ma residente nel Milanese, era tesserato come atleta dilettante alla Federazione Pugilistica Italiana – Comitato regionale Lombardia. Gareggiava nella categoria Elite dei 70 chilogrammi. Una carriera sportiva ancora in corso, interrotta bruscamente da una tragedia che ha scosso l’ambiente pugilistico locale e non solo.