Oglio Po, la “Via Crucis” della Cgil: 14 cartelli per denunciare l’abbandono dell’ospedale

Una protesta simbolica ma di forte impatto quella messa in scena dalla Cgil Funzione Pubblica di Cremona nel parcheggio del personale dell’ospedale Oglio Po. Nella serata di venerdì il sindacato ha installato quattordici cartelli, ciascuno dedicato a un disservizio o a un problema che, secondo la sigla sindacale, affligge da tempo la struttura di Casalmaggiore. I pannelli, ben visibili sia ai dipendenti sia ai cittadini che accedono all’ospedale per cure o per far visita ai familiari, sono stati definiti dalla Cgil come una sorta di “Via Crucis laica”, pensata per raccontare “la sofferenza e la resistenza del nostro ospedale”.

«Abbiamo posizionato le 14 stazioni che raccontano, una per una, la sofferenza e la resistenza del nostro ospedale – si legge nel messaggio diffuso dal sindacato –. Una Via Crucis laica, fatta di parole forti e vere: il peso dei tagli, i turni infiniti, le scelte politiche sbagliate, l’indifferenza delle istituzioni, ma anche la forza della comunità, dei lavoratori e di chi continua a credere nel valore pubblico della sanità».
L’ultima stazione, tra le più esplicite, denuncia il rischio di un ospedale “sepolto sotto l’indifferenza delle istituzioni”.
Secondo il sindacato, ogni cartello rappresenta un frammento della storia recente dell’Oglio Po: una storia «difficile», segnata da criticità strutturali e organizzative, che però – sottolineano dalla Cgil – «non ha mai fatto smettere di lottare» i lavoratori e la comunità locale.
«L’Ospedale Oglio Po merita risorse, attenzione e futuro. Non ci arrendiamo: continueremo a difenderlo, insieme», afferma la sigla, che con questa iniziativa riaccende la polemica a distanza con le istituzioni che si occupano di sanita e richiama l’attenzione sul destino della struttura del viadanese-casalasco.