Omicidio di Malavicina, l’accusa: Zenatti tenta di uccidere la suocera ma lei si riprende, così torna e la sgozza

La casa di Malavicina dove si consumò la tragedia il 9 dicembre scorso

MANATOVA – E’ comparso oggi davanti alla Corte d’Assise a Mantova Enrico Zenatti, il 55enne accusato di aver ucciso la suocera Anna Turina di 72 anni, assassinata nella sua villetta a Malavicina di Roverbella lo scorso 9 dicembre.
Tentato omicidio e omicidio volontario: sono due le accuse contestate all’uomo dal pm Giulio Tamburini. Il primo capo d’imputazione in quanto, secondo gli inquirenti, Zenatti sarebbe andato a casa della suocera, l’avrebbe colpita più volte alla testa con un’arma da taglio fino a procurarle una vistosa emorragia. Convinto d’averla ammazzata avrebbe lasciato la casa. Ma la donna, secondo la ricostruzione, era invece riuscita a riprendersi al punto che poco più tardi sua figlia Mara Savoia, moglie di Zenatti, aveva avvertito il marito che la madre stava malissimo. A quel punto l’uomo sarebbe tornato nella casa per finire il lavoro: l’avrebbe così sgozzata sempre con un’arma da taglio recidendole carotide e giugulare.
Anche la moglie Mara e suo fratello Paolo si sono recati subito a casa sapendo delle gravi condizioni della madre ma Zenatti, con la scusa di soccorrerla, li avrebbe convinti ad allontanarsi e a quel punto avrebbe avuto il campo libero per ammazzare la donna.
I due fratelli si sono costituiti parte civile. La Corte d’Assise, che tornerà a riunirsi il 17 ottobre, vede come presidente il giudice Enzo Rosina affiancato dal giudice Chiara Comunale e, così come prevede la legge, da sette giudici popolari.
L’imputato, che si trova in carcere, è difeso dagli avvocati Andrea Pongiluppi e Silvia Salvato che hanno richiesto il rito abbreviato, non concesso in quanto questo viene escluso per delitti punibili con l’ergastolo.