MANTOVA – Manca ancora qualche settimana al 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, ma alla Rsa Luigi Bianchi di Mantova è già arrivata una lettera molto speciale. Una di quelle che difficilmente si dimenticano. A firmarla è stato nientemeno che il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Leone XIV, che ha voluto far giungere a monsignor Sergio Denti gli auguri e la vicinanza del Pontefice in occasione di due ricorrenze straordinarie: il 75esimo anniversario di ordinazione sacerdotale, che cadrà proprio il prossimo 29 giugno, e il centesimo compleanno, festeggiato il 25 aprile scorso.
Un messaggio carico di affetto e riconoscenza, nel quale il Papa rende omaggio a una vita interamente spesa al servizio della Chiesa e della comunità. Nella lettera, datata 29 giugno 2026, si legge infatti che Papa Leone XIV «rivolge fervidi voti augurali» a monsignor Denti, ricordando «il lungo e fecondo ministero compiuto con profondo zelo pastorale».
Il Pontefice sottolinea come il sacerdote, «con viva gratitudine al Signore», celebri il «75esimo anniversario di ordinazione sacerdotale e il 100esimo genetliaco, unendosi spiritualmente al suo rendimento di lode». Il Santo Padre assicura inoltre la propria preghiera affinché monsignor Denti sia colmato «di copiose grazie e consolazioni celesti» e gli impartisce la Benedizione Apostolica, estendendola ai confratelli, ai familiari e a quanti condividono la gioia di questo importante traguardo.
Si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo per una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia recente della Chiesa mantovana.
Nato ad Asola, Sergio Denti venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1951 dal vescovo Giuseppe Menna e iniziò il proprio ministero a Revere, negli anni difficili della ricostruzione del dopoguerra. Fu proprio in quel contesto che maturò competenze nel settore edilizio che avrebbero indirizzato una parte importante della sua vita sacerdotale. Nel 1955 il cardinale Ernesto Ruffini, mantovano di origine e allora arcivescovo di Palermo, chiese infatti alla diocesi di Mantova un sacerdote in grado di seguire opere di ricostruzione e nuove edificazioni. La scelta cadde su don Sergio, che raggiunse la Sicilia e per tredici anni fu uno dei più stretti collaboratori del cardinale. A Palermo contribuì alla realizzazione di chiese e strutture assistenziali, vivendo da protagonista anche la stagione del Concilio Vaticano II, con frequenti viaggi a Roma.
Rientrato a Mantova nel 1968 dopo la scomparsa del cardinale Ruffini, il vescovo Carlo Ferrari gli affidò la direzione dell’edilizia di culto della diocesi e numerosi altri incarichi di responsabilità. Nel corso degli anni divenne canonico del Capitolo della Cattedrale, cappellano di Sua Santità, direttore dell’Apostolato della preghiera e consigliere della Società di mutuo soccorso tra il clero mantovano.Accanto agli incarichi amministrativi e pastorali, non è mai venuta meno la sua attenzione verso le persone più fragili. È stato aiuto cappellano dell’ospedale Carlo Poma e, dal 1972, cappellano della Casa di Riposo Isabella d’Este e successivamente della Rsa Luigi Bianchi, dove ancora oggi vive e continua a essere punto di riferimento e presenza preziosa.
Per generazioni di mantovani, monsignor Denti è stato molto più di un sacerdote. È stato un volto familiare, una presenza discreta ma costante, capace di donare tempo e attenzione a chiunque ne avesse bisogno. In sella alla sua inseparabile bicicletta percorreva le vie della città salutando tutti, fermandosi ad ascoltare problemi, preoccupazioni e speranze. La sua straordinaria disponibilità e la sua naturale generosità hanno rappresentato il tratto distintivo di una vita interamente dedicata agli altri, lasciando un segno profondo nel cuore di tante persone e rendendolo una delle figure più amate e riconosciute della comunità mantovana.
La lettera arrivata dal Vaticano rappresenta dunque molto più di un formale messaggio augurale. È il riconoscimento di un’esistenza spesa al servizio della Chiesa e della comunità, di settantacinque anni di sacerdozio vissuti con dedizione e di un secolo di vita che continua ancora oggi a essere testimonianza di fede, umanità e attenzione verso il prossimo. Un tributo che arriva direttamente da Papa Leone XIV e che assume un significato particolare per una città che da sempre considera monsignor Sergio Denti uno dei suoi sacerdoti più cari.
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