PEGOGNAGA – Botta e risposta a Pegognaga, tra minoranza e maggioranza, sulla proposta delle opposizioni di istituire una borsa di studio dedicata al docente ed ex vicesindaco di Pegognaga Alfredo Calendi scomparso nel 2023, per onorare la memoria del quale la maggioranza ha controproposto di dedicargli “un’aula scolastica all’aperto”, ossia nello splendido Parco San Lorenzo, fortemente voluto dal fine intellettuale quando negli anni ‘80 svolse il proprio incarico amministrativo. Scelta che a RiAttiviamo Pego non è piaciuta. «La bocciatura – hanno commentato i consiglieri Viola Messori, Teresa Morbio, Dario Gorrieri, Alessandra Tellini – è stata data con motivazioni inaccettabili da parte della maggioranza di centrodestra, quali la volontà di non creare un precedente. Una borsa di studio in memoria di Calendi, professore e uomo di profonda cultura, era invece proposta valida per sostenere la cultura, l’impegno dei ragazzi e promuovere le discipline in cui Calendi s’era contraddistinto, storia, letteratura e scienza. Auspichiamo che in futuro si possa rivedere la decisione». Pronta la risposta del sindaco Matteo Zilocchi, che tramite social ha precisato: «Il rispetto per la memoria del prof. Alfredo Calendi merita serietà, non strumentalizzazioni. La mancata approvazione dell’emendamento del gruppo di minoranza per una borsa di studio alla sua memoria non è una scelta ideologica. Riteniamo che le borse di studio commemorative debbano nascere innanzitutto dalla volontà della famiglia e poggiare su risorse certe e continuative, per garantirne la credibilità e la durata nel tempo. L’utilizzo di fondi pubblici, inoltre, implica criteri coerenti e applicabili anche in futuro. Proprio per questo, in Consiglio comunale abbiamo espresso la volontà di intitolare al prof. Calendi la futura aula didattica all’aperto del Parco San Lorenzo, progetto che egli stesso aveva promosso insieme all’associazione Laboratorio Ambiente. Onorare cittadini benemeriti non significa scegliere uno specifico emendamento, né dovrebbe alimentare inutili contrapposizioni politiche. Per noi il modo migliore per custodirne la memoria è far rivivere i luoghi e le idee che continuano a parlare alla nostra comunità».
Riccardo Lonardi
















