MANTOVA – La Regione Lombardia ha approvato le nuove misure di contenimento ed eradicazione delle nutrie per garantire una maggiore sicurezza ambientale.
Gli elementi di novità più importanti contenuti nel progetto di legge sono i seguenti:
– valorizzazione del ruolo degli Enti locali, Comuni, Province e della Città metropolitana nella gestione delle problematiche relative al sovrappopolamento delle nutrie;
– ampliata la platea di coloro che possono intervenire nelle azioni di contenimento ed eradicazione di questa specie quali gli operatori dei consorzi irrigui e di bonifica;
– razionalizzazione della gestione delle carcasse degli esemplari abbattuti, a mezzo di sotterramento in caso di numero di capi limitato, a seconda delle condizioni dell’habitat;
– monitoraggio delle popolazioni di nutria presenti sul territorio e trasmissione dei dati raccolti alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare;
– effettuazione, a campione, di controlli veterinari sulle carcasse e su esemplari vivi, finalizzati alla zooprofilassi e alla prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo.
A fargli eco le parole della consigliere mantovana della Lega, Alessandra Cappellari:“Le nutrie in Lombardia stanno generando danni incalcolabili, anche nel Mantovano, alle aziende agricole e alle arginature dei corpi idrici in cui costruiscono le tane, rischiando di contaminare i cicli produttivi dei nostri prodotti agroalimentari. Questo roditore alloctono rappresenta, inoltre, un pericolo per l’uomo perché i tunnel che scava causano cedimenti degli argini e dei terreni e, di conseguenza, anche delle strade limitrofe. La Lombardia – ricorda Cappellari – fu la prima Regione a dotarsi di una disciplina ad hoc (la legge regionale n. 20), che già nel 2002 anticipava i tempi prevedendo la necessità di contenere ed eradicare la nutria dal territorio lombardo.
Si stimano, infatti, più di 17 milioni di euro di danni, causati da almeno 2 milioni di nutrie – sottolinea Cappellari. I numeri sono stati forniti da Coldiretti in base alle stime dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che confermano, inoltre, come questi animali hanno un tasso di riproduttività elevatissimo, soprattutto, nella parte meridionale della Lombardia, in particolar modo nelle provincie di Mantova, Lodi, Pavia e Cremona.
Bene, quindi, l’approvazione di questo testo che va nella direzione di una maggior efficacia, efficienza ed economicità nella gestione della nutria, azioni che andranno in primis a vantaggio dell’ambiente agricolo nonché della sicurezza di tutta la collettività”
E infine sono arrivale parole della consigliera del Pd, Antonella Forattini: “Quella di oggi è l’ennesima modifica normativa a una legge che, dopo vent’anni, ha dimostrato di non affrontare con efficacia il serio problema delle nutrie sui nostri territori. Per questi motivi, abbiamo chiesto di mettere maggiori risorse per supportare i piani regionali e puntare su azioni sperimentali, individuando territori specifici come hanno fatto altre regioni d’Europa”, lo fa sapere Antonella Forattini, consigliere regionale del Pd, a margine delle modifiche alla legge sul contenimento delle nutrie discussa oggi in Consiglio Regionale.
“Negli anni Regione Lombardia ha stanziato tra i 100mila e i 525mila euro annui, con una parentesi nel 2017, quando non erano state stanziate risorse. Visti i risultati, è evidente a tutti che si tratta di cifre insufficienti e che anche stavolta si rischia di fare un buco nell’acqua. Per questo avevamo chiesto di stanziare un milione di euro, ma la nostra proposta non è passata”.
“Tuttavia, siamo favorevoli alle modifiche apportate, in quanto vanno nella direzione di una maggiore azione da parte degli operatori e degli enti locali interessati, a partire dal coinvolgimento delle ditte private di Pest Control che, ci auguriamo, possano vedere il nostro territorio tra le aree di sperimentazione”.
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