Ponte Acquanegra, i sindaci: “farne costruire uno sostitutivo dall’esercito”. Botta e risposta sulle cifre con la Provincia

ACQUANEGRA SUL CHIESE – Il consigliere regionale dem Marco Carra è intervenuto oggi ad un incontro sul ponte tra Acquanegra e Calvatone con alcuni operatori e sindaci che hanno ribadito la gravità degli effetti derivanti dalla avvenuta chiusura del manufatto sul fiume Oglio.
E’ stata questa l’occasione per chiedere immediati interventi per il sollecito ripristino dell’importante infrastruttura di collegamento tra il Mantovano e il Cremonese.
All’incontro, tra gli altri, erano presenti i sindaci di Bozzolo e di Solarolo Rainerio, Giuseppe Torchio e Vittorio Ceresini, mentre è stata consultata Valeria Patelli, sindaco di Calvatone.
“Unanime la richiesta di pronto intervento, anche attraverso il coinvolgimento dell’Esercito e del Genio specializzato alla realizzazione rapida di infrastrutture sostitutive a quelle provvisoriamente precluse. Al riguardo sono stati presentate delle interrogazioni presso la Provincia di Mantova”.
Secondo i sindaci “la Provincia di Cremona avrebbe già pronti 2,5 milioni di euro da destinare alla sistemazione del ponte le cui condizioni di pericolosità ne hanno decretato la chiusura, mentre la Provincia di Mantova non avrebbe ad oggi programmato lo stanziamento nemmeno di un euro”.
Tesi quest’ultima che viene però smentita nettamente dal consigliere provinciale con delega alle strade Enrico Volpi che dichiara:”il Genio Pontieri non ha ancora fornito la stima dei costi per la sistemazione del ponte quindi non vedo come sia possibile che la Provincia di Cremona possa aver già pensato a una cifra da destinare. L’accordo è che la spesa venga divisa a metà tra le Province di Mantova e di Cremona e che le risorse vengano individuate negli avanzi di amministrazione”.
“Tra l’altro è chiaro come la soluzione ideale sarebbe quella di costruire un ponte nuovo ma ciò è impossibile perchè la nuova direttiva Aipo imporrebbe che il manufatto venga realizzato da argine ad argine e non da sponda a sponda come è adesso. Quindi i costi lieviterebbero e sarebbero impossibili da giustificare per qualsiasi Ente per un ponte di collegamento come quello di cui stiamo parlando. Quindi l’unica soluzione è sistemare il ponte esistente mettendolo al più presto in sicurezza” conclude Volpi.

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