MOTTEGGIANA – Le limitazioni al traffico sul ponte di Borgoforte stanno generando un’ondata di malcontento, soprattutto dopo l’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria e miglioramento sismico del viadotto di Sailetto e delle rampe di accesso. A intervenire è Guido Andrea Zanini, referente del Comitato costituente Suzzara‑1555, collegato al movimento Futuro Nazionale di Vannacci.
“Lavori partiti senza preavviso: automobilisti spiazzati”
«Sono iniziati in questi giorni i lavori di manutenzione straordinaria e miglioramento sismico del viadotto di Sailetto e delle rampe di accesso al ponte sul Po», afferma Zanini. Il cantiere, aggiudicato a Unimpresa S.p.A., avrà una durata stimata di due anni e un costo di circa 5 milioni di euro.
Zanini non risparmia una stoccata: «Sul sito dell’azienda compaiono foto che dovrebbero essere del ponte di Borgoforte, ma non lo sono: dov’è il ponte ferroviario? E l’abitato di Borgoforte?».
Secondo il referente, l’avvio dei lavori è stato gestito in modo “spiazzante”: «Nessuna segnaletica preventiva, nessun avviso. Gli automobilisti si sono ritrovati il ponte chiuso da Sailetto e il traffico pesante deviato verso Motteggiana dalla mattina di lunedì 17 agosto».
“Una pianificazione a compartimenti stagni”
Zanini critica la strategia adottata: «Si è avviato un intervento strutturale profondo senza prima sistemare l’ordinario: asfalto, giunti, segnaletica, pulizia delle banchine. È una scelta che espone i conducenti a condizioni di guida pericolose, soprattutto con l’autunno alle porte».
La scarsa visibilità e la complessità delle nuove deviazioni, secondo lui, «sono criticità sottovalutate che incidono direttamente sulla sicurezza stradale».
Via XXV Aprile: “Una misura che rischia di peggiorare la situazione”
L’interdizione di via XXV Aprile, riservata solo a residenti, bus, mezzi di soccorso e camion con merce deperibile, è un altro punto contestato. «Una scelta che rischia di amplificare i disagi», sostiene Zanini. «Spostare i flussi sulla SP 50 significa saturare strade non progettate per carichi pesanti, accelerando il deterioramento della viabilità comunale e creando colli di bottiglia tra Suzzara e Motteggiana».
“Gestione reattiva, non preventiva”
Zanini parla apertamente di “miopia informativa”: «La gestione del traffico pesante è reattiva, non proattiva. Senza segnaletica avanzata sulle arterie principali, i camion saranno costretti a manovre improvvisate. È una gestione al limite del cantiere, priva di una visione interprovinciale».
“Tempistiche sbagliate: si rischia il caos alla ripresa”
L’avvio post‑Ferragosto, secondo Zanini, è una scelta solo apparentemente vantaggiosa: «Si è ignorato che tra pochi giorni ripartiranno scuole e filiere produttive. Chiudere parzialmente il ponte durante la pausa estiva può andare bene per il trasporto pubblico, ma dimostra l’incapacità di armonizzare le esigenze del traffico pesante con quelle dei residenti».
“Un compromesso al ribasso”
La conclusione di Zanini è netta: «La tutela della struttura del ponte ha prevalso sulla vivibilità del territorio. Resta il dubbio che l’amministrazione non abbia valutato tutte le soluzioni: manutenzioni preventive, potenziamento delle infrastrutture di supporto, trasporto intermodale. Si è convalidato passivamente un disagio che durerà due anni».














