Ponte San Benedetto, lavori rinviati al 15 luglio: dalla Provincia un milione in più

SAN BENEDETTO PO – Slitta di un mese l’avvio ufficiale dei lavori per il nuovo ponte in golena a San Benedetto Po.
Il cantiere, inizialmente annunciato per il 15 giugno, dovrebbe infatti partire intorno alla metà di luglio. La nuova tempistica è emersa questa mattina nel corso dell’incontro convocato in municipio dal sindaco Roberto Lasagna. Al tavolo erano presenti anche il presidente della Provincia Carlo Bottani con il dirigente del Settore Lavori Pubblici Antonio Covino e Luca Bondesani, l’assesore Marco Giavazzi e alcuni consiglieri di minoranza, il sindaco di Bagnolo San Vito Roberto Penna, il senatore Andrea Paganella collegato in videoconferenza, il presidente del Consorzio Oltrepò Mantovano Alberto Borsari, il responsabile della sezione locale di Confcommercio Dino Barbi, il referente di Confindustria per l’Oltrepò Mantovano Mario Gagliani, il vice presidente vicario di Confartigianato Mantova Giovanni Folloni e Manuela Braghiroli in rappresentanza del Comitato “Vogliamo il Ponte”.

Lasagna ha spiegata come la data del 15 giugno, indicata nei mesi scorsi come momento di apertura del cantiere, abbia alimentato aspettative tra cittadini e imprese che sono rimaste deluse quando, allo scadere del termine, sul posto non si è visto alcun intervento.  A spiegare le ragioni dello slittamento è stato Covino. Nessun problema dal punto di vista procedurale, ha precisato, ma tempi più lunghi del previsto per alcuni passaggi tecnici. “In particolare manca ancora la validazione del progetto da parte di un ente terzo, un adempimento che richiederà circa un paio di settimane”. Da qui la previsione di avviare il cantiere intorno alla metà di luglio.
Dal confronto è emerso anche che venerdì 26 giugno la Provincia approverà una variazione di bilancio che prevede lo stanziamento di un ulteriore milione di euro destinato all’intervento. L’impegno economico complessivo di Palazzo di Bagno per il secondo lotto salirà così a 4,6 milioni di euro. Una cifra che non servirà a finanziare il progetto, già coperto dal punto di vista economico, ma che servirà per far fronte a eventuali costi aggiuntivi per la fase esecutiva di questo.

Uno dei temi più attesi riguardava l’impatto del cantiere sulla viabilità. Covino ha ribadito più volte che nella prima fase dei lavori il ponte resterà aperto al traffico. “La chiusura scatterà soltanto nell’ultima parte dell’intervento, una volta completata la demolizione della struttura esistente”.

Bottani e Lasagna

Alla luce del nuovo cronoprogramma, questo momento dovrebbe arrivare tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 2027. Sarà quella la fase più delicata dell’intero intervento. La chiusura durerà quattro mesi e rappresenterà il momento più impattante per residenti, pendolari e attività economiche. Non a caso da più parti è arrivata la richiesta alla Provincia di fare tutto il possibile affinché questo periodo non si prolunghi ulteriormente. Le preoccupazioni riguardano anche le prospettive di sviluppo del territorio. Lasagna ha evidenziato come vi siano già state due richieste da parte di aziende interessate a insediarsi nell’area di San Benedetto Po, attratte dalle opportunità offerte dalla Zls, la Zona logistica semplificata. Tuttavia, ha osservato il sindaco, difficilmente questi investimenti potranno concretizzarsi prima della realizzazione completa del nuovo manufatto, che consentirà anche il passaggio dei mezzi pesanti.

A dare voce alle preoccupazioni dei cittadini è stata Braghiroli. La rappresentante del Comitato “Vogliamo il Ponte” ha ricordato come rispetto al cronoprogramma iniziale si siano già accumulati circa sei mesi di ritardo, una situazione che inevitabilmente rischia di incidere anche sui costi complessivi dell’opera.

Manuela Braghiroli

La stanchezza per una situazione di incertezza che si protrae da molti anni è emersa in più interventi nel corso della mattinata. Un sentimento condiviso anche dal senatore Paganella, che ha ribadito il massimo supporto suo e del Ministero delle Infrastrutture. “Bisogna cercare di mantenere il cronoprogramma”, ha affermato il parlamentare, suggerendo alla Provincia di attendere il completamento dell’opera prima di affermare che “non c’è nessun problema”.

Al di là delle rassicurazioni tecniche e delle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Provincia, dal confronto è emersa soprattutto la richiesta di certezze. Cittadini, imprese e amministratori chiedono che il nuovo cronoprogramma venga rispettato e che non vi siano ulteriori slittamenti. Dopo anni di attese, l’avvio effettivo del cantiere resta il passaggio che tutti aspettano.