Porto Mantovano, spariscono macchinari e carrelli elevatori sequestrati nell’officina abusiva

PORTO MANTOVANO – Numerosi attrezzi da lavoro, macchinari e carrelli elevatori sottoposti a sequestro sono spariti dal capannone di Porto Mantovano che nell’aprile del 2025 ospitava un’officina-carrozzeria abusiva. A scoprirlo sono stati nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali di Mantova, tornati nell’immobile per verificare la presenza e la consistenza dei beni sequestrati durante il controllo effettuato lo scorso anno.
Il sopralluogo è stato eseguito alla presenza del titolare dell’impresa, un 61enne residente a Goito, al quale era stata affidata anche la custodia dei materiali e delle attrezzature. Durante la verifica, i militari hanno accertato che numerosi beni non si trovavano più all’interno del capannone.
Tra gli oggetti mancanti figurerebbero attrezzi da lavoro, diversi macchinari e carrelli elevatori. Il 61enne è stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria perché ritenuto responsabile del reato di violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia delle cose sottoposte a sequestro.

Il controllo nell’aprile del 2025

L’officina-carrozzeria era finita al centro di un’importante operazione condotta nell’aprile del 2025 dai Carabinieri della Stazione di Porto Mantovano, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Carabinieri Forestale di Mantova.
L’attività artigianale veniva esercitata all’interno di un capannone industriale preso in locazione da una ditta individuale. Il controllo, nato da un’attività informativa e di osservazione del territorio, aveva fatto emergere numerose irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro, impiego della manodopera e gestione ambientale.
All’interno della struttura mancavano il Documento di valutazione dei rischi e la nomina del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione. Non erano inoltre stati nominati il medico competente per la sorveglianza sanitaria e gli addetti necessari, mentre risultavano assenti i presidi di primo soccorso. I luoghi di lavoro non erano adeguatamente mantenuti e gli impianti antincendio erano risultati non funzionanti oppure privi della necessaria manutenzione periodica. Per le violazioni in materia di sicurezza erano state elevate ammende per complessivi 9.188,73 euro.

Due lavoratori in nero e attività sospesa

Durante il controllo erano stati identificati anche due lavoratori privi di contratto e per i quali non era stata effettuata alcuna comunicazione di assunzione agli enti competenti. La presenza dei due lavoratori in nero, insieme alle violazioni in materia di sicurezza, aveva portato alla sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. Al titolare erano state inoltre contestate una sanzione amministrativa di 8mila euro per l’impiego di personale non regolarizzato e una maxi-sanzione di 7.800 euro per lavoro nero. Anche sul fronte ambientale erano emerse diverse irregolarità. L’attività veniva infatti esercitata senza la denuncia di inizio attività all’albo provinciale delle imprese artigiane, violazione per la quale era stata applicata una sanzione di 5.167,57 euro. Era stata inoltre accertata la mancata tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi, con un’ulteriore sanzione di 4.140 euro.

Il sequestro di macchinari e veicoli

Al termine degli accertamenti era scattato il sequestro amministrativo cautelare delle principali attrezzature utilizzate nell’officina: macchinari industriali per la verniciatura, sollevatori meccanici, carrelli elevatori, compressori, utensili e materiali destinati alla lavorazione dei veicoli. Nel capannone erano stati trovati anche undici veicoli in fase di lavorazione. Ai rispettivi proprietari erano state elevate sanzioni per un totale di 946 euro. Il titolare dell’impresa era stato infine deferito alla Procura della Repubblica di Mantova. La nuova verifica dei Carabinieri Forestali ha ora fatto emergere la scomparsa di parte dei beni sequestrati, facendo scattare una nuova denuncia nei confronti del 61enne.