Posenato: “Non rinnego il percorso. Alla Provincia serve una gestione più efficiente”

MANTOVA – “Non è disonorevole perdere, lo è semmai non tentare di cambiare le cose. Ho deciso di provare a mettere a disposizione la mia esperienza amministrativa e personale nella convinzione di poter contribuire a correggere una deriva che non condividevo. Il risultato non è stato quello sperato. Ovviamente non sono soddisfatto dell’esito, ma lo sono del percorso che mi ha consentito di approfondire la conoscenza del territorio, delle persone e delle istanze”. Inizia così il commento di Alfredo Posenato, candidato indipendente alla presidenza della Provincia appoggiato dal centrosinistra e sindaco di Castel Goffredo, relativamente al risultato che ha portato alla conferma di Carlo Bottani alla guida di Palazzo di Bagno.

“Non nego di aver avuto velleità anche di un risultato diverso e di credere che, con l’elezione diretta del presidente, questo avrebbe potuto concretizzarsi. Certo, con l’attuale sistema di voto e con un territorio a guida centrodestra, la cosa era invece molto difficile”, dichiara Posenato, che sottolinea anche come la sua sia stata una candidatura tardiva. E aggiunge: “Alcuni politici di professione stanno alla larga da tenzoni elettorali incerte, come se un fallimento potesse costituire una macchia indelebile. Io la penso in altro modo: credo che sia necessario insegnare – e l’esempio è il più potente strumento pedagogico, soprattutto alle nuove generazioni – che è la partecipazione, e non necessariamente il successo, ciò che contribuisce al progresso dei nostri territori. Spero che questa esperienza aiuti tutta la nostra comunità a progredire nel reciproco dialogo: la limitata differenza fra chi sostiene l’attuale presidenza e chi la avversa dovrebbe indurre tutte le parti a ristabilire un franco confronto orientato all’individuazione di soluzioni il più ampiamente condivise”.

Se il risultato fosse stato diverso, su cosa avrebbe concentrato subito la sua attenzione?
“In questo periodo ho potuto riscontrare alcune sacche di inefficienza all’interno della Provincia e credo che sarei intervenuto anche per recuperare possibili risparmi. In un quadro come quello attuale, con una pressione fiscale in crescita e un’inflazione che ha fatto aumentare sensibilmente il costo della vita, è un dovere cercare di rendere più efficienti alcune situazioni e venire incontro ai cittadini. Penso, ad esempio, all’applicazione oggi al massimo dell’addizionale provinciale sulle assicurazioni auto”.

Viabilità, scuole, ambiente, trasporti: su cosa la Provincia deve cambiare passo?
“Penso che in generale servirebbe una gestione della Provincia più da capo azienda rispetto a quanto accade oggi con promesse a tutti che poi diventano impossibili da mantenere. Se, si hanno a disposizione dieci milioni, è inutile prometterne venti: bisogna individuare delle priorità per le risorse realmente disponibili. Credo che Bottani in questi anni, con il suo continuo peregrinare sul territorio, abbia pensato più alla propria rielezione che non a risolvere i problemi e a rendere più efficiente l’ente. Questo mi è stato riferito anche da diversi funzionari della Provincia, che lamentano uno scarso presidio dell’ente. Venendo ai temi concreti, ritengo che si dovrebbe intervenire al più presto sui tempi delle autorizzazioni ambientali, che oggi non sono compatibili con le esigenze del mercato: so di alcune aziende interessate a insediarsi che hanno rinunciato proprio per questo motivo. Guarderei poi con attenzione ai Centri per l’Impiego, perché, per come sono strutturati oggi, non mi pare diano grandi risultati. Andrebbe inoltre aumentata l’efficacia di alcuni soggetti e aziende collegati alla Provincia, come For.Ma o Agire. Infine, bisognerebbe lavorare sulla Cuc, la Centrale Unica di Committenza, fondamentale per i bandi di gara, soprattutto per i Comuni più piccoli. In sintesi, credo che alla Provincia servirebbero una visione più lungimirante e una gestione più improntata a criteri aziendali”.